29 luglio 2021
Aggiornato 16:00
Russia favorevole al consolidamento degli sforzi contro l'Isis

Putin: nella sfida al terrorismo, Occidente rispetti il diritto internazionale

Il leader russo, Vladimir Putin, accusa l'Occidente di adoperare misure inadeguate per combattere il terrorismo dello Stato islamico. La Russia di Putin è favorevole al consolidamento degli sforzi della Comunità internazionale per contrastare l'Isis, ma sulla base del «rispetto per la sovranità e l'integrità territoriale di tutti gli Stati».

MOSCA - Vladimir Putin critica l'Occidente anche nella lotta contro l'Isis, nel giorno in cui intraprende un importante viaggio in Egitto. Misure adottate dalla coalizione antiterrorismo che «non riescono a soddisfare la portata di questa minaccia», e i bombardamenti «sono illegali, non corrispondono alla portata e alla natura di questa minaccia e sono senza autorizzazione delle Nazioni Unite» ha detto il presidente russo in un'intervista ad Al Ahram.

OCCIDENTE IRRISPETTOSO - La sfida che i terroristi hanno lanciato contro la comunità internazionale è «senza precedenti», ma «ciò che sta accadendo oggi in Siria e Iraq è il risultato dell'azione irresponsabile e delle interferenze esterne negli affari della regione, l'uso della forza unilaterale e dei doppi standard» occidentali che dividono il mondo in «buoni e cattivi». La Russia, ha detto Putin, «è a favore del consolidamento degli sforzi della Comunità internazionale per combattere il terrorismo sulla base del diritto internazionale, il rispetto per la sovranità e l'integrità territoriale di tutti gli Stati». Inoltre, ha detto, Mosca è interessata a sviluppare la cooperazione in questo settore con l'Egitto, su base bilaterale e nel formato internazionale.

L'INFLUENZA SULL'EGITTO - Putin è atteso lunedì sera al Cairo per una visita che mira a rafforzare l'influenza della Russia in Egitto, Paese dove i rapporti con il grande alleato americano sono leggermente offuscati dall'implacabile e sanguinosa repressione, per qualsiasi opposizione. Gli esperti ritengono che i Paesi arabi più popolosi, tradizionalmente alleati di Washington, fanno parte degli Stati dove la Russia - isolata e criticata all'Ovest per la crisi in Ucraina e l'annessione della Crimea - tenta di spingere le sue pedine diplomatiche ed economiche.

DOPO LE PRIMAVERE ARABE - Questa visita di stato di due giorni è la prima di Putin al Cairo in dieci anni. Aveva incontrato nel 2005 il «rais» Mubarak, costretto a rinunciare al potere all'inizio del 2011 alla fine di una rivolta popolare sull'onda delle 'primavere arabe'. Più o meno velatamente il Cremlino ha accusato gli Usa di avere influito sullo scatenarsi di tale rivolte contro Mubarak, attraverso azioni concrete e anche i social network, dove l'insurrezione ha preso forma.