5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
L'incidente

Aereo malese scomparso, le ricerche ripartono da zero

Non provenivano infatti dalle scatole nere dell'aereo inabissato i segnali acustici captati tempo fa e che da aprile avevano fatto concentrare le ricerche aprile nel sud dell'Oceano indiano.

SYDNEY - Per le ricerche del Boeing 777 della Malaysia Airlines bisognerà ripartire da zero. Non provenivano infatti dalle scatole nere dell'aereo inabissato i segnali acustici captati tempo fa e che da aprile avevano fatto concentrare le ricerche aprile nel sud dell'Oceano indiano. «Si può ormai affermare che questa zona non è quella dove è finito il volo MH370», ha dichiarato con un comunicato il Centro di coordinamento internazionale delle ricerche con base in Australia. L'aereo era scomparso l'8 marzo poco dopo il suo decollo da Kuala Lumpur diretto a Pechino con 239 passeggeri e i membri dell'equipaggio.

PERLUSTRAZIONI INFRUTTUOSE - Le perlustrazioni sui fondali oceanici compiute grazie a un robot sottomarino nel luogo da dove provenivano i segnali acustici si è rivelato infruttuoso: «Il Jacc (Centro di coordinamento internazionale delle ricerche) può confermare che non è stata trovata alcuna traccia del relitto dell'aereo». L'Agenzia australiana di sicurezza dei trasporti ha concluso che «la zona può essere esclusa come luogo in cui il volo MH370 si è inabissato». La nave australiana Ocean Shield che trasportava il robot sottomarino americano Bluefin-21 ha lasciato la zona delle ricerche dopo aver rastrellato 850 chilometri quadrati di oceano indiano per tentare di localizzare i resti del Boeing 777 scomparso l'8 marzo con 239 persone a bordo.

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