29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Politica

L'Iraq verso il voto

Il 30 aprile si rinnoverà il Parlamento. Per ora la camapgna elettorale nella capitale fila liscia ma si temono nuovi attentati. Il governo, guidato da Nuri al-Maliki che punta al terzo mandato, è infatti alle prese con uno dei momenti più sanguinosi nella storia recente del Paese

BAGHDAD – In Iraq ci si prepara alle elezioni del 30 aprile per il rinnovo del Parlamento. A Baghdad le persone attaccano i poster elettorali, le donne passeggiano per strada in una giornata di sole: scene di ordinaria tranquillità. Il timore però è che sia solo una breve parentesi per la capitale irachena, che ormai da lunghi mesi vive nel terrore degli attentati.

Il governo, guidato da Nuri al-Maliki che punta al terzo mandato, è infatti alle prese con uno dei momenti più sanguinosi nella storia recente del Paese. Non si arrestano le tensioni tra la maggioranza sciita e la minoranza sunnita che hanno trasformato l'Iraq in una polveriera a cielo aperto. Si moltiplicano gli attacchi e le bombe che ricordano il periodo più buio della storia irachena post Saddam: dal 2006 al 2008, quando nel Paese si scatenò uno scontro senza precedenti tra sciiti e sunniti che provocò migliaia di morti. Tutti temono che il voto di fine aprile possa offrire l'occasione per riportare indietro le lancette di un Paese che con grandi difficoltà sta tentando di risollevarsi.

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