30 marzo 2020
Aggiornato 12:00
Gli attentati non fermano il voto

Iraq, affluenza al 62%. Al Maliki in testa

Lo annuncia la Commissione elettorale irachena. Il premier avanza in 9 delle 18 province. Frattini: «Grande successo per gli iracheni»

BAGHDAD - Il tasso di affluenza alle elezioni legislative che si sono svolte ieri in Iraq ha raggiunto il 62,4%: lo ha annunciato la Commissione elettorale irachena. I primi risultati ufficiali del voto sono attesi nell'arco di pochi giorni, forse giovedì.
«Il tasso di affluenza è del 62,4%», ha annunciato una responsabile della commissione elettorale, Hamdia Husseini, nel corso di una conferenza stampa a Baghdad. Si tratta di un dato più basso in confronto alle prime elezioni legislative del 2005, dell'era dopo Saddam Hussein, quando la partecipazione alle urne toccò il 76%.

I risultati preliminari - secondo fonti delle Nazioni Unite - non saranno invece disponibili prima del 18 marzo, e quelli definitivi non saranno noti prima della fine del mese. La formazione del nuovo esecutivo potrebbe rivelarsi un processo di mesi, nonostante la legislatura termini il 16 marzo; da allora l'esecutivo uscente potrà solo dedicarsi al disbrigo degli affari correnti.

AL MALIKI IN TESTA - Anche se si tratta di un dato ancora troppo parziale per essere indicativo, il premier iracheno Nouri Al Maliki è in testa nello spoglio in 9 delle 18 province. Mancano ancora i risultati della regione di Bagdad, che potrebbe rivelarsi chiave perché lì era alto il numero degli indecisi. E potrebbe profilarsi un testa a testa: l'Aed, Alleanza per lo stato di diritto (partito di Maliki) è in testa nelle province sciite e in particolare nella zona di Sadr City, sobborgo di Bagdad; l'ex premier Iyad Allawi, a capo della lista Iraqiya, guida nella città di Karbala e in tutti gli altri centri sunniti.

FRATTINI: UN GRANDE SUCCESSO - «Le elezioni in Iraq sono un grande successo innanzitutto per gli iracheni che hanno votato malgrado il terrorismo e malgrado le bombe - ha commentato il ministro degli Esteri Frattini -. È un grande risultato per tutti i Paesi come l'Italia che avevano scommesso sul rilancio democratico dell'Iraq dando anche la vita di eroici soldati italiani. Vediamo in questo risultato un primo passo, un pilastro veramente fondamentale». Anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, ha elogiato («bravi e coraggiosi») gli iracheni che sono andati a votare nonostante la difficile situazione e ha espresso soddisfazione per l'affluenza superiore al 60%.

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