24 ottobre 2020
Aggiornato 05:00
Ambiente

Coca Cola e Nike a difesa dell'ambiente

Le due multinazionali americane intendono attivarsi per proteggere l'ambiente in quanto avrebbero intuito che i danni causati dai cambiamenti climatici rappresentano una minaccia reale anche per il loro giro d'affari

NEW YORK - Secondo quanto riporta il green-energy-journal le multinazionali americane, Coca Cola e Nike, intendono attivarsi per proteggere l'ambientein quanto avrebbero intuito che i danni causati dai cambiamenti climatici rappresentano una minaccia reale anche per il loro giro d'affari.

La Coca Cola, per fare un esempio, nel 2004 perse una licenza in India a causa di una carenza di acqua. E dopo un decennio di danni crescenti al suo bilancio provocati dalla siccità, ha realizzato che il riscaldamento climatico ha inevitabilmente un impatto significativo dal punto di vista economico. Ma non solo, gli eventi climatici danneggiano anche le materie prime per le bibite, come la canna da zucchero, la barbabietole da zucchero e gli agrumi. «Siccità più frequenti, alluvioni che sarebbero dovute avvenire una volta ogni 100 anni e che invece avvengono ogni due anni, un clima sempre più imprevedibile, sono tutte minacce per la nostra industria», ha spiegato Jeffrey Seabright, vice presidente per l'ambiente e le risorse idriche di Coca Cola.

La Nike ha 700 stabilimenti in 49 Paesi, molti dei quali nel sud-est asiatico e a cui le condizioni meteorologiche estreme creano parecchi danni alla produzione. Ma oltre alla Nike tale posizione è condivisa da un numero crescente di aziende americane; al contrario è difficile da fare accettare a Paesi come India e Cina, dove il carbone ha permesso a milioni di persone di uscire dalla povertà.