14 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Nel 1976 la polizia uccise 23 studenti

Soweto, strage minatori risveglia fantasmi apartheid

I sudafricani pensavano che i massacri di polizia facessero ormai parte dei libri di storia e dei musei, ma a Soweto il massacro dei 34 minatori di Marikana ha risvegliato brutti ricordi, alimentando nuovi timori

SOWETO - I sudafricani pensavano che i massacri di polizia facessero ormai parte dei libri di storia e dei musei, ma a Soweto il massacro dei 34 minatori di Marikana ha risvegliato brutti ricordi, alimentando nuovi timori. Nella rivolta del 1976 a Soweto, alle porte di Johannesburg, i poliziotti bianchi del regime segregazionista aprirono il fuoco contro gli studenti neri che chiedevano un'istruzione migliore, uccidendo 23 persone. Giovedì scorso, alla miniera di platino Lonmin di Marikana, 34 minatori che chiedevano un aumento salariale sono caduti sotto i colpi degli agenti.

«Credevo sinceramente che queste cose facessero parte del nostro passato. Credevamo che fosse cambiato l'atteggiamento delle forze di sicurezza», ha detto alla France presse Thozamile Ngesi, un visitatore del monumento che ricorda i fatti del 1976. «Non ho dubbi sul fatto che la polizia non avrebbe osato aprire il fuoco su un gruppo di lavoratori bianchi ricchi», ha aggiunto il 27enne disoccupato.

In Sudafrica, i minatori sono i più poveri tra le classi meno abbienti, sottopagati e costretti a vivere in condizioni di estrema miseria nei pressi delle miniere. La sparatoria di giovedì scorso è scoppiata dopo una settimana di sciopero indetto per chiedere una paga migliore. I lavoratori, perlopiù arrivati dai villaggi agricoli di tutto il Sudafrica e dai Paesi vicini, chiedevano di triplicare il loro stipendio, oggi pari a 4.000 rand al mese (400 euro). A fronte del rifiuto opposto dall'azienda, i minatori avevano quindi deciso di non tornare al lavoro, come chiesto dai leader sindacali, e di proseguire nella protesta.

Familiari ancora senza notizie - A due giorni dal massacro dei minatori di Marikana, in Sudafrica, i familiari stanno ancora cercando i loro cari, per sapere se sono stati uccisi, feriti o solo arrestati. Il bilancio dell'operazione condotta dalla polizia contro i lavoratori in sciopero nella miniera Lonmin è di 34 morti, 78 feriti e 259 arresti.
I familiari ancora senza notizie si recano alla roulotte piazzata davanti all'ospedale dei minatori, dove c'è l'elenco di morti e feriti. L'azienda mineraria Lonmin ha garantito la sua assistenza per l'identificazione e la sepoltura delle vittime, promettendo anche aiuti finanziari per la scuola dei figli.