12 luglio 2020
Aggiornato 05:00
Inasepttato endorsement

Financial Times: La vittoria di Hollande è chance per una svolta

L'Europa e la Francia hanno bisogno di un presidente riformista. I francesi lo hanno preferito a Nicolas Sarkozy e alla sua idea che l'amara medicina del rigore sarebbe stata ricompensata con lavoro, crescita e un futuro più luminoso

PARIGI - Il neo eletto presidente francese riceve un inaspettato endorsement oggi dalle colonne del Financial Times che definisce la vittoria di Francois Hollande una «chance» per il cambiamento e scrive che «l'Europa e la Francia hanno bisogno di un presidente riformista».
Francois Hollande «è stato eletto presidente in base alla promessa che esiste un'alternativa alla drastica dieta di austerity». I francesi lo hanno preferito a Nicolas Sarkozy e alla sua idea che l'amara medicina del rigore sarebbe stata ricompensata con lavoro, crescita e un futuro più luminoso.

Europa e Francia hanno bisogno di un presidente riformista - Hollande - continua il quotidiano economico londinese nella sua pagina degli editoriali - «potrebbe diventare il catalizzatore per un cambio di passo estremamente necessario». Ma a due condizioni: la prima è gestire bene la «delicata relazione» con la Germania; la seconda è quella di «non fare confusione tra misure di crescita strutturali a lungo termine e un programma di tasse e spese a breve termine».
Sul primo fronte il Financial Times si sente rassicurato sia dal carattere del neo capo di stato («l'opposto del suo predecessore, il cui comportamento impetuoso ha spesso infastidito Berlino») che dai primi passi del leader socialista, che la sera stessa della vittoria ha telefonato ad Angela Merkel.
Il Ft esprime maggiori «preoccupazioni» invece per quella che sarà la politica di Hollande in casa propria: dalla riforma delle pensioni, al pubblico impiego, all'aumento del salario minimo, fino alla creazione di 60mila posti di insegnanti, «promesse che si riveleranno molto costose».

L'economia nei primi 100 giorni di Hollande - Nei primi cento giorni del suo mandato, il neo eletto presidente Francois Hollande ha promesso di mettere in cantiere una serie di misure economiche:
Già nel mese di maggio: Blocco del prezzo dei carburanti per tre mesi. Raddoppio da 15 a 30mila euro del tetto dei libretti di risparmio e dei conti risparmio per le piccole e medie imprese i cui rendimenti dovranno essere superiori all'inflazione. Indicazione di un ventaglio massimo di remunerazione salariale (tra 1 e 20) tra dipendenti e dirigenti per tutte le aziende in cui lo stato è maggiore azionista. Invio prima del Consiglio europeo di fine giugno di un memorandum che proponga un «patto di responsabilità, di crescita e di governance, con l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie o l'emissione di eurobond».
A luglio, con una sessione straordinaria del Parlamento: Presentare un «programma di stabilità» che fissi come obiettivo la parità di bilancio al 2017. Quanto al deficit questo deve scendere al 3% entro il 2013. Sopprimere la «TVA Sarkozy» (o Iva sociale) innalzata da Sarkozy dal 19,6 al 21,2%. Separare per le banche le attività di deposito e risparmio da quelle speculative, come avvenuto per le banche nel Regno Unito lo scorso anno. Lanciare a metà luglio con una Conferenza nazionale per la crescita e l'impiego i «grandi cantieri» del quinquennato: misura chiave sarà il contratto generazionale che permette un esonero dagli oneri d'impresa per l'assunzione dei senior e dei giovani.