20 agosto 2019
Aggiornato 05:30
Le proteste in Russia

100.000 in piazza contro Putin, Navalny: Sempre di più

L'immagine del Premier russo fatta a brandelli da Udaltzov, esponente della frangia più a sinistra e già in carcere per oltre un mese, dopo i primi meeting di dicembre scorso

MOSCA - Sono «sempre di più» le persone che a Mosca e nelle altre città della Russia manifestano. Scandiscono slogan ostili al potere centrale, che a sua volta cerca di organizzare contro-proteste reclutando tra i manager, gli studenti e gli insegnanti la propria folla. L'opposizione parla oggi di 120 mila persone in corteo dalla stazione della metro Oktjabrskaja sino alla piazza Bolotnaja, dove sul palco l'attesissimo blogger Aleksey Navalny, ormai acclamato dai suoi come una super star, non si è esibito, lasciando la scena ai colleghi di protesta. Si sono avvicendati tra gli altri il «grande escluso» dalle elezioni Grygorij Yavlinskij, fondatore del partito filooccidentale Yabloko e Sergei Udaltzov, esponente della frangia più a sinistra e già in carcere per oltre un mese, dopo i primi meeting di dicembre scorso. E' stato lui oggi, durante il comizio a fare a brandelli il ritratto del premier e candidato al Cremlino Vladimir Putin, poi gridando «abbasso i corrotti!».

Navalny: Per noi non sono vere elezioni - Il gelo imperversava nella capitale intorno al mezzogiorno italiano: 20 gradi sotto lo zero. Navalny, in disparte sul palco, indossava un pesante giaccone e un cappello con le orecchie che lo faceva apparire ancora più alto, di quello che è già. «Questa e la risposta a chi sostiene che io sono venduto agli americani», ha risposto a TM News indicando la gente che affollava l'ampio lungo riva del fiume Moscova. «Accuse ridicole» quelle di chi gli fa notare che ha una auto troppo lussuosa, che usa troppo bene i social network o che se andasse al potere vorrebbe svendere la Russia.
Ma se è vero che l'affollamento della piazza parla da sola, è pure una realtà che l'opposizione non ha un candidato alle prossime presidenziali del 4 marzo, dove Putin è favoritissimo. E la vera questione è se Vladimir Vladimirovich vincerà al primo o al secondo turno. «Per noi non sono vere elezioni» premette il blogger. «Sono una procedura» aggiunge, lanciando ancora una volta l'accusa di brogli e di totale mancanza di trasparenza a tutto il processo di voto. In una «competizione vera» - ossia nella praticamente impossibile ipotesi che le presidenziali vengano annullate e venissero indette nuove elezioni - Navalny dice: «mi candiderei» al Cremlino.

di Cristina Giuliano