15 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Inchiesta sul Procuratore amico di Sarko', spiò «Le Monde»

Francia, il Socialista Hollande favorito per le presidenziali

Sondaggio del quotidiano «Le Monde»: Al ballottaggio otterrebbe il 59% delle preferenze. Al primo turno Sarkozy godrebbe del 23% dei voti contro il 18% della candidata dell'estrema destra Marine Le Pen e il 14% del centrista François Bayrou

PARIGI - Il candidato socialista François Hollande rimane in testa nelle intenzioni di voto per il primo turno delle presidenziali, nelle quali otterrebbe il 29% delle preferenze e trionferebbe al ballottaggio con il 59% dei suffragi contro il 41% del presidente uscente, Nicolas Sarkozy: è quanto risulta da un sondaggio della Ipsos pubblicato dal quotidiano Le Monde.
Al primo turno Sarkozy godrebbe infatti del 23% dei voti contro il 18% della candidata dell'estrema destra Marine Le Pen e il 14% del centrista François Bayrou, che raddoppia le proprie preferenze rispetto alla rilevazione dello scorso dicembre.
Da notare che le presidenziali interessano l'84% degli intervistati ma il 77% ritengono i candidati privi di molte proposte e per il 71% le poche presentate sono «irrealistiche». Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 948 persone, senza che sia stato reso noto alcun margine di errore.

Inchiesta sul Procuratore amico di Sarko', spiò «Le Monde» - Il procuratore di Nanterre, Philippe Courroye, è stato incriminato oggi nel quadro dell'inchiesta sulle violazioni delle fonti dei giornalisti di di le Monde» a margine dell'affaire Bettencourt.
Con un comunicato alla France Presse Courroye «contesta vigorosamente la forma e la sostanza» di questa decisione del giudice parigino Sylvia Zimmermann, che lo accusa di «raccolta illecita di dati a carattere personale in modo fraudolento, sleale e illecito» e per «violazione del segreto epistolare».
Il procuratore Courroye, molto vicino a NIcolas Sarkozy, è sospettato di aver tentato di scoprire chi informava illegalmente i giornalisti di Le Monde che lavoravano sul caso della miliardaria francese Liliane Bettencourt, tramite la lettura delle loro fatture telefoniche dettagliate, le cosiddette «fadettes».
Un altro uomo molto vicino al presidente francese, il capo del controspionaggio, Bernard Squarcini, è stato ugualmente incriminato il 17 ottobre nell'ambito della stessa inchiesta.