19 novembre 2019
Aggiornato 11:30
All'indomani della grande manifestazione di protesta

Israele, donna soldato minacciata su autobus da ultraortodosso

Anche il presidente israeliano Shimon Peres ha esortato gli israeliani a manifestare contro il fanatismo religioso, «per difendere il carattere dello Stato di Israele contro una minoranza che infrange la nostra solidarietà»

GERUSALEMME - All'indomani della grande manifestazione di protesta contro la segregazione delle donne da parte degli ebrei ortodossi, una donna soldato dell'esercito israeliano ha denunciato di essere stata insultata e minacciata da un uomo mentre si trovava su un autobus a un capolinea di Gerusalemme.

L'uomo, circa 45 anni, avrebbe prima cercato di costringerla ad andare nella parte posteriore del mezzo, poi, al suo rifiuto, l'avrebbe chiamata «prostituta» e minacciata. «Io non ho voluto cedere, per principio e perché dietro non c'era posto», ha spiegato la donna soldato, citata dal quotidiano Ha'aretz. Immediatamente altri religiosi sono arrivati ad insultarla fino a quando la donna ha chiamato in soccorso gli autisti alla fermata. Questi hanno chiamato la polizia che ha arrestato l'uomo.

Ieri migliaia di israeliani si sono radunati nei pressi della scuola femminile Orot a Beit Shemesh, per protestare contro la segregazione delle donne. La cittadina, situata nei pressi di Gerusalemme, è diventata un simbolo della lotta all'estremismo religioso e negli ultimi giorni è stata teatro di scontri tra polizia e ebrei ultraortodossi che vogliono imporre alle donne un abbigliamento più «modesto».

Anche il presidente israeliano Shimon Peres ha esortato gli israeliani a manifestare contro il fanatismo religioso, «per difendere il carattere dello Stato di Israele contro una minoranza che infrange la nostra solidarietà».