5 agosto 2021
Aggiornato 07:30
La «Primavera araba»

Tunisia, un anno fa scoppiava la rivolta. Innescata da un uomo

In programma un monumento e il ritratto dell'ambulante Mohamed Bouazizi. Il sollevamento popolare di dicembre 2010/gennaio 2011 ha provocato 300 morti, secondo le stime dell'Onu

TUNISI - Sidi Bouzid, la città del centro della Tunisia in cui si è accesa la miccia della «Primavera araba», si prepara a celebrare il primo anniversario della «rivoluzione del 17 dicembre», giorno in cui ha preso il via la sollevazione popolare che ha portato alla caduta del presidente Zine El Abidine Ben Ali, il 14 gennaio scorso.
Il 17 dicembre un venditore ambulante di Sidi Bouzid, Mohamed Bouazizi, si era dato fuoco, innescando il movimento di protesta che da questa povera regione della Tunisia si era esteso all'intero Paese fino a raggiungere Tunisi e a provocare la fuga di Ben Ali.

«La rivoluzione del 14 gennaio 2011 è stata il risultato degli eventi del 17 dicembre 2010», ha dichiarato, citato dall'agenzia Tap, Mohamed Jellali, uno dei rappresentanti del comitato di intellettuali che si è costituito ad hoc per organizzare al meglio questa giornata di commemorazione. Il programma del «festival della rivoluzione del 17 dicembre» prevede una mostra fotografica dei ritratti dei «martiri» di Sidi Bouzid e degli avvenimenti di quella giornata. Nel corso delle celebrazioni saranno inaugurati anche un monumento commemorativo e un ritratto di Mohamed Bouazizi, il martire per eccellenza della «Rivoluzione del gelsomino»: in programma anche conferenze e proiezioni di film nella città.
Il sollevamento popolare di dicembre 2010/gennaio 2011 ha provocato 300 morti, secondo le stime dell'Onu.