17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
La causa verte sull'obbligo per i cittadini di assicurarsi

La Corte Suprema deciderà sulla riforma sanitaria di Obama

Se dovesse decidere contro, sarebbe per Obama uno smacco che potrebbe risultare fatale per la sua rielezione. E la riforma sanitaria ha polarizzato più di ogni altra cosa il paese, contribuendo nell'estate del 2010 alla nascita del movimento del Tea Party

NEW YORK - La decisione non è stata inattesa, ma prepara la scena alla causa legale più importante della presidenza Obama. La Corte Suprema ha deciso oggi che esaminerà la causa per incostituzionalità intentata da un gruppo di stati Usa contro la riforma sanitaria che è il più importante risultato legislativo ottenuto finora dal presidente. Se dovesse decidere contro, sarebbe per Obama uno smacco che potrebbe risultare fatale per la sua rielezione. La decisione è attesa per l'estate e si centra su un punto: Il cosiddetto individual mandate, l'obbligo a ciascun cittadino di avere l'assicurazione sanitaria, viola o no la costituzione degli Stati Uniti?

La Casa Bianca ha affermato, subito dopo l'uscita della notizia, che non ha dubbi: i nove giudici supremi saranno d'accordo, la riforma passata nel marzo 2010 con enorme dispendio di capitale politico da parte di Barack Obama è costituzionale. Altri notano che nelle cause con una forte valenza politica la corte ha deciso spesso per 5 a 4, spaccata appunto politicamente tra i cinque di orientamento conservatore e una minoranza di liberal.
E la riforma sanitaria ha polarizzato più di ogni altra cosa il paese, contribuendo nell'estate del 2010 alla nascita del movimento del Tea Party. Che adesso vede la possibilità di infliggere al presidente una sconfitta bruciante per via legale e subito prima delle elezioni di novembre. Il dibattito comincerà in primavera, la decisione è attesa per fine giugno.

Tecnicamente, la Corte ha accettato di occuparsi della causa che ha avuto origine in Florida e che ora vede tra i proponenti i governatori e ministri della Giustizia di 26 stati più la National Federation of Independent Business, una lobby che si occupa soprattutto di piccole imprese. In sostanza il cuore della causa è la domanda se il Congresso abbia ecceduto i propri poteri in base alla Costituzione obbligando gli americani ad assicurarsi o prendere una multa. La libertà di non partecipare al mercato della sanità è insomma un diritto dell'individuo, in base a questa interpretazione. La Casa Bianca sostiene che l'obbligo è un modo di affrontare il fatto che i cittadini non assicurati sono un costo pesante per la sanità.
Finora solo un tribunale federale, la Corte d'appello di Atlanta, ha sentenziato che l'obbligo di polizza è incostituzionale. Altre tre Corti d'appello investite della questione (in Virginia, a Cincinnati e a Washington D.C.) hanno invece bocciato i ricorsi di costituzionalità avanzati da Stati o associazioni. I tribunali di grado inferiore hanno pronunciato sentenze sia pro che contro, e pertanto rimane una situazione d'incertezza che ora sarà il massimo tribunale del paese a dirimere.