14 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Stati Uniti

Troy Davis giustiziato: «Sono innocente, Dio vi benedica»

Era la quarta volta che veniva fissata una data per l'esecuzione di Davis

NEW YORK - Alla fine Troy Davis è stato messo a morte. Nonostante forti dubbi sulla colpevolezza, lo stato della Georgia ha giustiziato ieri sera con un'iniezione letale il 42enne condannato per l'omicidio di un poliziotto fuori servizio avvenuto a Savannah, sulla costa atlantica dello stato, nel 1989. Il caso ha destato grande attenzione negli Stati Uniti per la possibilità che Davis fosse innocente, gli appelli alla clemenza venuti da figure importanti come l'ex presidente Jimmy Carter, e l'altalena legale conclusa solo un'ora prima dell'esecuzione con l'ultimo no della Corte suprema. Era la quarta volta che veniva fissata una data per l'esecuzione di Davis.

Alle 23.08 locali, le 5.08 di giovedì in Italia, le autorità hanno annunciato l'avvenuta esecuzione di Davis. «Non sono stato io», sono state le sue ultime parole, riferite dai giornalisti della stampa locale presenti nella camera della morte, «non avevo una pistola quella notte. Dovete trovare la verità», ha detto rivolto ai familiari dell'agente ucciso, Mark McPhail. Ai secondini che lo legavano alla barella ha detto «a chi sta per prendermi la vita dico: Dio abbia pietà, e benedica le vostre anime».