7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Escursionisti USA liberati, parlano le famiglie: è il giorno più bello

Partiti per l'Oman per riabbraciare i loro cari. I due americani detenuti da oltre due anni in Iran per spionaggio sono stati liberati su cauzione dal carcere di Evine, nel nord di Teheran

NEW YORK - Le famiglie dei due escursionisti americani liberati in Iran dopo due anni passati in prigione per spionaggio hanno definito quella odierna «la più bella giornata della loro vita».
«E' il più bel giorno della nostra vita. Abbiamo atteso questo momento per quasi 26 mesi, la gioia e il sollievo che proviamo (...) sono senza limiti», hanno dichiarato le famiglie di Shane Bauer, 29 anni, e Josh Fattal, anche lui 29 anni, in un comunicato. «Non vogliamo nient'altro che stringerli tra le nostre braccia, recuperare questi due anni persi, e prendere una nuova partenza, per loro e per noi», hanno aggiunto, ringraziando in particolare il sultano dell'Oman e l'ambasciatore della Svizzera in Iran per il loro ruolo in questa liberazione.

Il padre di Shane Bauer, sua madre e le sue due sorelle si trovavano in Oman per accoglierlo, oltre al padre di Josh Fattal, sua madre e suo fratello. La fidanzata di Shane Bauer, arrestata insieme ai due giovani ma rilasciata lo scorso anno per ragioni umanitarie, è partita ugualmente per l'Oman, ha precisato il comunicato.

I due americani detenuti da oltre due anni in Iran per spionaggio sono stati liberati su cauzione dal carcere di Evine, nel nord di Teheran, e hanno immediatamente lasciato l'Iran per l'Oman, sultanato che ha agito da intermediario nella loro liberazione. Erano stati arrestati nel luglio 2009 alla frontiera tra Iran e Iraq, che hanno sempre sostenuto di avere superato per errore durante un'escursione nelle montagne del Kurdistan iracheno. La loro liberazione arriva mentre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad si trova a New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Aveva affermato martedì che i due americani sarebbero stati liberati «molto presto».