17 luglio 2019
Aggiornato 07:00
Scontri di Londra, stanotte 16mila agenti per le strade

Prima vittima della rivolta, Cameron: ristabiliremo l'ordine

Giovedì seduta straordinaria del Parlamento britannico. Farnesina attiva numero d'emergenza al consolato di Londra. La polizia potrebbe usare proiettili di gomma

LONDRA - La situazione a Londra è precipitata nelle ultime ore, costringendo David Cameron a lasciare la villa in Toscana per tornare in fretta nella capitale: nella terza notte di disordini, oltre a diversi quartieri di Londra, le violenze hanno interessato anche altre città come tra cui Birmingham, Liverpool, Manchester, Nottingham e Bristol. E oggi a Londra è morto un giovane di 26 anni, la prima vittima degli scontri scoppiati tre giorni fa.
«Faremo tutto il necessario per ristabilire l'ordine», ha promesso Cameron al termine di una riunione del «Cobra», l'unità di crisi del governo britannico, annunciando inoltre la convocazione di una seduta straordinaria del Parlamento fissata per giovedì.

Questa notte vi saranno 16mila agenti di pattuglia, contro i 6mila dispiegati ieri: tutte le ferie del personale di Scotland Yard sono state annullate. Dall'inizio dei disordini sono stati effettuati circa 450 arresti e nei prossimi giorni «occorrerà aspettarsene molti di più», ha continuato il premier, che ha avvertito: «Giustizia sarà fatta». «Se siete abbastanza adulti da fare queste cose, lo siete anche per affrontarne le conseguenze», ha concluso Cameron rivolgendosi ai responsabili delle violenze. «Questa notte saremo lì»: anche il responsabile ad interim della Polizia Metropolitana di Londra, Tim Goodwin, ha avvertito i gruppi di vandali, invitando inoltre famiglie e genitori a «tenere i figli in casa»: «Non è un gioco o uno spettacolo, si tratta di attività criminali».

Intanto si è registrata la prima vittima dei disordini: si tratta di un 26enne rimasto gravemente ferito da un colpo d'arma da fuoco lunedì notte a Croydon: l'uomo, la cui identità non è stata resa nota, era stato ritrovato ieri sera all'interno di una macchina ed immediatamente ricoverato in ospedale in gravi condizioni; altri due giovani, fermati nelle immediate vicinanze con degli oggetti rubati, sono stati arrestati.

Scotland Yard ha diffuso le fotografie di 12 persone sospettate dei disordini in atto a Londra da sabato scorso. Si tratta di immagini ricavate dalle telecamere presenti nella capitale britannica.
Il Daily Mail ha quindi pubblicato altre 30 immagini, che ritraggono giovani che portano via abiti, cibo, bevande e altre merci dai negozi londinesi saccheggiati e distrutti.
Un comandante della polizia, Simon Foy, ha dichiarato: «Quelli che hanno commesso o che intendono commettere azioni violenti e illegali sono avvisati. Avremo le fotografie e le prove utili a identificarli e a portarli davanti alla giustizia. Oggi abbiamo diffuso alcune delle molte, tante immagini delle persone che interrogheremo per gli episodi di violenza». Gli arresti eseguiti finora a Londra sono 525.

La polizia britannica potrebbe usare proiettili di gomma se ci saranno ancora violenze, questa notte, a Londra e in altre città del Paese. Uno dei più alti responsabili di Scotland Yard, Steve Kavanagh, ha detto al Guardian: «Se serve, li useremo». Sarebbe la prima volta per Scotland Yard in situazioni di disordine pubblico.

Il sindaco di Londra Boris Johnson è stato contestato alla sua prima apparizione pubblica dopo le notti di guerriglia urbana nella capitale. A Claphan Junction, riporta Sky News, il primo cittadino è stato accolto dalle grida «tutto questo è colpa tua», «arrivi tardi» e da richieste di dimissioni. Johnson è rientrato oggi nella capitale dopo aver interrotto le sue vacanze.
Il sindaco è stato quindi costretto ad abbandonare la sua improvvisata conferenza stampa, dopo aver ringraziato i volontari scesi in strada per far fronte ai danni causati dalle violenze delle scorse notte, sottolineando come il loro lavoro rappresenti «lo spirito di Londra».

Il Ministro dell'Interno May: «Olimpiadi? Valuteremo il da farsi» - A meno di un anno dai Giochi Olimpici, il ministro degli Interni britannico Theresa May ha garantito che le autorità «esamineranno quello che è necessario fare» per garantire una manifestazione senza scontri.
«Prendiamo molto seriamente le problematiche legate ai Giochi Olimpici», ha sottolineato in un'intervista radiofonica alla Bbc, precisando che «è stata già svolta un'enormità di lavoro» sulla questione «della sicurezza e del mantenimento dell'ordine». Lo stesso Comitato olimpico britannico (Boa) ha voluto rassicurare e ha ritenuto che le Olimpiadi siano interessate da queste rivolte. «Questo non è il tipo di pubblicità che desideriamo vedere a un anno dai Giochi, ha riconosciuto Darryl Seibel, direttore comunicazione Boa. «Dall'assegnazione dei Giochi a Londra, la sicurezza è stata la priorità delle autorità e siamo molto fiduciosi sul piano che è stato preparato e che sarà realizzato dalla polizia. E' triste (vedere queste immagini) ma questo non avrà un impatto sui Giochi Olimpici».

Farnesina attiva numero d'emergenza al consolato di Londra - La Farnesina segue con grande attenzione, attraverso l'Unità di Crisi e la Rete diplomatico-consolare italiana nel Regno Unito, l'evolvere delle manifestazioni di protesta in corso in diverse città del Paese, compresa Londra.
Il Consolato Generale d'Italia nella capitale britannica, su istruzione della stessa Unità di Crisi, ha istituito un numero di prima emergenza attivo h24 per far fronte a situazioni di grave difficoltà che dovessero vedere coinvolti connazionali e mantiene uno stretto contatto con le antenne consolari nelle città interessate dai disordini.
L'Unità di Crisi ha quindi inviato ai connazionali iscritti al sito www.dovesiamonelmondo.it sms di cautela con numeri di prima emergenza e la raccomandazione di evitare accuratamente nuovi eventuali assembramenti; analoghe indicazioni sono state fornite anche attraverso i canali Facebook e Twitter dell'Unità di Crisi.
Sul sito www.viaggiaresicuri.it è stato poi predisposto uno specifico Focus di approfondimento, mentre viene aggiornato in tempo reale l'Avviso relativo al Regno Unito.

Di seguito la cronologia dei violenti scontri in corso da tre giorni a Londra e in altre città della Gran Bretagna, scoppiati dopo l'uccisione di un pregiudicato durante un tentativo di arresto.

- giovedì 4 agosto: un pregiudicato di 29 anni, Mark Duggan, viene ucciso nel quartiere multietnico di Tottenham nel corso di un'operazione della Polizia Metropolitana.

- sabato 6 agosto: un centinaio di persone manifestano a Tottenham per chiedere giustizia dopo l'uccisione di Duggan; nel corso della notte due veicoli della polizia vengono dati alle fiamme, presi d'assalto e saccheggiati negozi e grandi magazzini.

- domenica 7 agosto: il bilancio delle vittime nel quartiere di Tottenham è di 29 feriti, di cui 26 poliziotti, gli arresti sono 42; 49 gli interventi dei vigili del fuoco nella zona dei disordini. La famiglia di Duggan lancia un appello alla calma e condanna le violenze, ma in serata nuovi disordini scoppiano in latri quartieri far cui Brixton,l dove vengono feriti tre agenti, ed Enfield.

- lunedì 8 agosto: i disordini si allargano a macchia d'olio nella capitale, nei quartieri di Hackney, Notting Hill, Clapham, Peckham, Croydon ed Ealing; violenze anche a Bristol, Birmingham e Liverpool. Downing Street annuncia che il premier David Cameron sospende le vacanze in Italia per rientrare nella capitale.

- martedì 9 agosto: Cameron presiede una riunione dell'unità di crisi del governo britannico e annuncia una seduta straordinaria del Parlamento per giovedì; gli effettivi della polizia - che a Londra ha effettuato fino ad ora 450 arresti - verranno aumentati a 16mila agenti. Prima vittima dei disordini: un 26enne ritrovato ferito lunedì sera in un'auto di Croydon muore in ospedale.