11 agosto 2020
Aggiornato 12:00
Israele | Cronaca

Tel Aviv, duecentomila «indignados» di nuovo in piazza

Lo riferiscono i media locali. I giovani manifestano contro le ingiustizie sociali e l'alto costo della vita

TEL AVIV - Duecentomila persone stanno partecipando a una nuova manifestazione contro le ingiustizie sociali e l'alto costo della vita a Tel Aviv, in Israele. Lo riferiscono i media locali.
Gli organizzatori del movimento degli indignados sperano di riunire una «massa critica» di più di 200.000 manifestanti per costringere il governo a cedere alle loro rivendicazioni. Il movimento chiede in particolare alloggi in affitto a basso prezzo, l'aumento del salario minimo, la tassazione degli appartamenti sfitti e scuola gratuita per tutti.

La manifestazione, autorizzata dalla polizia, è partita da piazza del Teatro (Habima), su via Rothschild, dove più di cento manifestanti sono accampati da tre settimane. Il corteo dovrebbe arrivare davanti al ministero della Difesa e ad altri uffici del governo. A Gerusalemme, un migliaio di manifestanti si è riunito in centro, prima di sfilare verso la residenza del primo ministro, Benjamin Netanyahu.

Iniziato a metà luglio per protestare contro l'aumento sfrenato del prezzo degli alloggi, il movimento coinvolge soprattutto persone del ceto medio israeliano e riunisce una quarantina di organizzazioni sociali, contrarie alla politica di privatizzazioni portata avanti dai vari governi che si sono succeduti nel Paese negli ultimi decenni e che denunciano il peggioramento dei servizi pubblici.

Sabato scorso, più di 100.000 persone hanno partecipato a Tel Aviv e in altre città alla contestazione, al grido «Il popolo esige la giustizia sociale». Netanyahu ha nominato una commissione che avrà il compito di aprire le negoziazioni con i leader del movimento di contestazione, accusato comunque di «essere incline al populismo».