31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Scandalo intercettazioni

Murdoch: giorno umiliante, ma non è mia la responsabilità

Alla Commissione del Parlamento britannico il magnate afferma di non aver pensato a dimettersi

LONDRA - Il giorno più umiliante di tutta la mia vita. Così il magnate dei media, Rupert Murdoch, ha esordito oggi davanti alla Commissione Media del Parlamento britannico, dove è stato chiamato a rispondere sullo scandalo delle intercettazioni illegali che hanno travolto suo gruppo inglese, News International. Una seduta che ha visto anche il tycoon australo-americano subire un tentativo di aggressione da parte di un uomo seduto tra il pubblico, subito arrestato dalla polizia.

Murdoch ha ribadito di essere rimasto «scioccato» e di aver provato «vergogna» quando è venuto a sapere che il suo tabloid, News of the World, era accusato di aver intercettato il cellulare della studentessa Milly Dowler, uccisa nel 2003. Ma ha dichiarato di non ritenere di avere la responsabilità ultima della vicenda, che ricade invece su «persone di cui mi fidavo». Anche per questo motivo, il tycoon non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di dimettersi dalla guida del colosso News Corp, perchè «le persone di cui mi fidavo hanno tradito me e l'azienda e io sono la persona più indicata per risolvere questa vicenda».

Seduto al suo fianco, anche il figlio James ha ribadito le scuse del gruppo alle «vittime delle intercettazioni e alle loro famiglie», sottolineando che News International intende «risolvere questa vicenda e fare in modo che non si ripeta più». Padre e figlio hanno risposto per oltre due ore alle domande dei parlamentari: Rupert è ricorso spesso a frasi brevi, a volte anche a semplici monosillabi, mentre James ha esposto in modo più articolato gli sviluppi dell'inchiesta all'interno del gruppo.

Rupert Murdoch interviene raramente in pubblico, ma questa volta, ha ammesso lui stesso al termine della seduta, «ho compreso che era nostro dovere collaborare, partecipando alla seduta odierna così come ad altre future inchieste». Chiudendo il suo intervento, Murdoch ha quindi assicurato che «lavorerà instancabilmente per meritare il perdono» delle vittime delle intercettazioni.

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