12 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Gran Bretagna

Lo scandalo intercettazioni minaccia di coinvolgere Cameron

Dopo le dimissioni del responsabile di Scotland Yard, Sir Paul Stephenson

LONDRA - Lo scandalo delle intercettazioni minaccia di coinvolgere in prima persona il premier britannico David Cameron, dopo che ieri il Chief Commissioner di Scotland Yard, sir Paul Stephenson, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico non senza lanciare una frecciata al Primo ministro.
Stephenson aveva infatti arruolato come addetto alle pubbliche relazioni l'ex vicedirettore del News of the World, Neil Wallis, in un momento in cui il tabloid era già stato coinvolto in alcuni casi di intercettazioni illegali; inoltre, era stato ospite di un lussuoso stabilimento termale il cui addetto stampa era lo stesso Wallis.

Annunciando le dimissioni, Stephenson si è detto innocente di qualsiasi violazione dell'etica professionale, ma soprattutto ha tracciato un parallelo fra il caso di Wallis e quello di Andy Coulson, l'ex direttore del tabloid ed ex portavoce di Cameron fino al gennaio scorso: entrambi sono stati arrestati nel corso delle indagini. Il massaggio, interpreta il quotidiano The Guardian, è diretto al premier ed è chiaro: «Io mi assumo le mie responsabilità, ma tu?».

Cameron nel frattempo deve affrontare anche un altro problema formale: così come lo scoppio dello scandalo lo sorprese in visita in Afghanistan, gli ultimi sviluppi lo vedono impegnato in un tour diplomatico in Africa. Come si legge in un editoriale del quotidiano The Times, il premier ora deve scegliere se continuare come se nulla fosse, a rischio di far pensare all'opinione pubblica di sottovalutare una crisi che si sta allargando anche alla politica, oppure interrompere il viaggio dando però l'impressione di essere nel panico e offendendo i Capi di Stato di due delle principali economie del continente, Sudafrica e Nigeria.