3 dicembre 2020
Aggiornato 02:30
Thailandia

La sorella del fotografo italiano ucciso nel 2010 chiede la verità

Fabio Polenghi è stato assassinio durante rivolta «camicie rosse»

BANGKOK - La sorella del fotografo italiano Fabio Polenghi, ucciso a Bangkok nella primavera del 2010, ha chiesto al futuro primo ministro thailandese, Yingluck Shinawatra, di fare luce sulla morte delle vittime della crisi politica.
Cinque giorni dopo la vittoria alle legislative dell'opposizione, diretta «de facto» dal suo esilio dall'ex capo del governo Thaksin Shinawatra, Elisabetta Polenghi ha chiesto alla sorella Yingluck di «riaprire» le indagini sugli avvenimenti più tragici della Thailandia moderna.

«Ho pianto nella speranza che oggi nasca una nuova era di giustizia e di rispetto», ha scritto Polenghi, chiedendo che «tutti le vittime che hanno contribuito al cambiamento attraverso il sacrificio ultimo ricevano oggi il rispetto e la verità che meritano». «La mia speranza più sincera è che le inchieste sui morti del 2010 siano riaperte e riviste e che i sacrifici non siano stati inutili», ha aggiunto.

Fabio Polenghi, fotografo freelance, è stato ucciso il 19 maggio durante un assalto dei militari contro le «camicie rosse», in maggioranza pro-Thaksin, che avevano occupato la capitale durante due mesi per costringere il primo ministro Abhisit Vejjajiva a dimettersi.
Dalla crisi, che ha provocato più di 90 morti e 1.900 feriti, la sorella di Polenghi non ha ricevuto nessuna notizia, come la maggioranza delle famiglie delle vittime.