3 dicembre 2020
Aggiornato 01:30
Morte altre 5 persone

Giornalista italiano ucciso a Bangkok

Il fotoreporter Fabio Polenghi, 45 anni, assassinato durante l'assalto dei militari al covo delle camicie rosse

BANGKOK - Almeno cinque persone, fra cui un fotoreporter italiano, sono rimaste uccise stamane nei violenti scontri a Bangkok tra le forze dell'esercito e le camicie rosse. «Ci sono quattro morti, oltre al giornalista straniero», ha detto Piya Uthayo, della polizia di Bangkok. Numerose persone sono state ferite, tra queste anche un giornalista olandese.

LA RICOSTRUZIONE - Un fotografo dell'Associated Press, presente sul luogo degli scontri, ha confermato la notizia diffusa inizialmente dalla France Presse: avrebbe visto l'esercito sparare su tre giornalisti stranieri, uno dei quali sarebbe morto. Il giornalista italiano, 48 anni, sarebbe stato colpito all'addome e trasportato all'ospedale nei pressi della zona rossa quando già era deceduto.
Gli scontri, particolarmente violenti, sono iniziati stamattina all'alba quando le forze dell'esercito hanno deciso di rompere gli indugi ed attaccare i dimostranti nella cosiddetta «zona rossa», occupata da diverse settimane. Dopo l'annuncio da parte del governo che ogni negoziato era ormai interrotto, l'esercito ha fatto irruzione con i blindati attraverso le barricate delle camicie rosse aprendo il fuoco in tutte le direzioni.
Imbracciando gli i fucili d'assalto M-16 un centinaio di poliziotti si è fatto strado gridando ai manifestanti rifugiati nelle tende: «Uscite e arrendetevi altrimenti vi ammazziamo».
Un portavoce del governo ha annunciato l'inizio dell'operazione con un annuncio alla televisione: «le operazioni proseguiranno per tutta la giornata».
Questi ultimi sei giorni di violenze sono costate la vita a 39 persone, in gran parte civili. Dall'inizio della protesta, il 12 marzo scorso, il bilancio è di 68 morti e oltre 1.700 feriti.

CHI ERA - Fabio Polenghi era arrivato in Thailandia tre mesi fa e in questo periodo era uscito tre volte dal Paese per lavoro. Lo riferisce un'amica che gli ha parlato per l'ultima volta martedì sera. «Mi ha detto che stava bene e che era tutto ok», spiega la donna, con la voce rotta dall'emozione. Polenghi era single e viveva a Milano. Si trovata in Thailandia per conto di una rivista europea.

SI ARRENDONO I CAPI DELLE CAMICIE ROSSE - Alla fine il blitz delle forze armate ha avuto successo e i leader delle camicie rosse, i manifestanti anti-governativi thailandesi, hanno annunciato che si sono arresi alle autorità. I leader sono poi stati arrestati. L'esercito thailandese ha così interrotto la sua avanzata verso il centro dell'accampamento delle camicie rosse e ha cominciato a facilitare lo sgombero pacifico dei manifestanti. Le autorità hanno successivamente imposto il coprifuoco in tutta la città di Bangkok dalle ore 20 locali fino alle 6 di giovedì. Infatti la resa dei capi del movimento antigovernativo non ha fermato la protesta.

NAPOLITANO - Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso «con commozione la tragica notizia» della morte del fotoreporter italiano nel corso degli scontri a Bangkok. Gli uffici del Quirinale, a quanto si è appreso, sono in contatto con l'unità di crisi della Farnesina affinchè siano rigorosamente accertate le circostanze e le responsabilità di quanto accaduto.