6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Nuovo forte sisma a un mese dalla catastrofe

La zona colpita è sempre quella del nord-est del paese. Velocemente revocato l'allarme tsunami

TOKYO - Un nuovo forte sisma (7,1) è tornato a far tremare il Giappone a un mese esatto dalla tragedia dell'11 marzo. La zona colpita è sempre quella del nord-est del paese ma, nonostante la grande paura, l'allarme tsunami è rientrato e non si registrano danni significativi.
Le autorità giapponesi hanno revocato l'allerta tsunami che era stato diramato subito dopo il sisma, magnitudo 7.1, che ha colpito l'arcipelago giapponese alle 17,16 ora locale. Gli esperti avevano previsto onde alte fino a un metro. L'epicentro, ad appena 10 chilometri di profondità, è stato individuato molto vicino alla centrale nucleare di Fukushima.
E proprio la situazione di Fukushima aveva destato le maggiori preoccupazioni. I tecnici che lavorano nella zona sono stati evacuati e in un primo momento è saltata la corrente a tre reattori, impedendo il raffreddamento della centrale ma anche la corrente è stata velocemente ripristinata.

ESTESA LA ZONA DI EVACUAZIONE A FUKOSHIMA - Prima della scossa, le autorità giapponesi avevano deciso di estendere la zona di evacuazione attorno alla centrale nucleare di Fukushima. Nonostante il rischio di importanti fughe radioattive si sia «considerevolmente ridotto» - come ha precisato proprio stamane il portavoce del governo Yukio Edano - l'esposizione prolungata a pur deboli dosi di radioattività può comunque costituire un pericolo che giustifica questa misura di precauzione.
Attualmente quest'area si estende su un raggio di venti chilometri dal sito, rimasto gravemente danneggiato dal sisma e dallo tsunami di un mese fa: «Si tratta di una cosa molto difficile - ha continuato il portavoce in una conferenza stampa ritrasmessa in televisione - ma chiederemo alla popolazione interessata di andare via nei prossimi mesi». Al momento il governo suggerisce a coloro che abitano in un raggio di 30 chilometri di non restare nell'area o di chiudersi dentro casa.
L'Aiea, l'Agenzia dell'Onu per il nucleare, aveva chiesto al Giappone da diversi giorni di allargare la zona di evacuazione attorno all'impianto nucleare danneggiato.