13 novembre 2019
Aggiornato 17:30
Kazakistan

Nazarbaiev rieletto senza sorprese alla presidenza

Secondo gli exit poll ha oltre il 90% dei voti. Ne aveva avuti il 91 per cento di voti alle presidenziali del 2005

ROMA - Senza sorprese, Nursultan Nazarbaiev è stato rieletto presidenze del Kazakistan con l'atteso diluvio di voti: oltre il 90% secondo gli exit poll. Ne aveva avuti il 91 per cento di voti alle presidenziali del 2005 e, alla scadenza di quest'ulteriore mandato, nel 2016, vorrebbe ripresentarsi ancora. D'altronde lui stesso l'ha chiarito: «Sarò a disposizione finché la salute me lo permetterà».

Nazarbaiev è un personaggio controverso. C'è chi lo descrive come un grande leader, il «Padre della nazione», per citare il titolo che il Parlamento gli ha accordato lo scorso anno. Altri invece lo considerano un dittatore corrotto, un carattere disegnato sul cliché del tipico tiranno centro-asiatico. Settant'anni, il viso tondo e ben pasciuto, Nazarbaiev sorride poco. Cominciò da operaio metallurgico, proprio lui che oggi controlla di fatto alcune delle più importanti aziende siderurgiche del mondo.

Entrato negli apparati comunisti, quando il Kazakistan era parte dell'Unione sovietica, è con l'indipendenza nel 1991 che, convertitosi al capitalismo, traghetta il suo paese, ricco di risorse energetiche, nei mercati senza essere intimidito troppo dagli ingombranti vicini: Russia e Cina.

Con il 2010, anno della presidenza di turno dell'Osce per il Kazakistan, Nazarbaiev ha ottenuto l'aureola di leader internazionale. La ciliegina sulla torta è stato il primo summit dell'Osce dal 1999, che s'è tenuto a novembre e che, se per altri versi non ha fornito particolari svolte politiche, s'è rivelato un'imperdibile vetrina per l'uomo forte di Astana.

Nazarbaiev ha orientato la politica estera del suo paese secondo una logica «multivettoriale». Senza legarsi a doppio filo a nessuno, Astana si spende in professioni d'amicizia per tutti: Mosca, Pechino, Washington, l'Unione europea. Un pragmatismo, questo, del tutto funzionale agli affari. Il Kazakistan è un importantissimo attore nel settore degli idrocarburi e Nazarbaiev gestisce con il bastone e la carota la politica delle concessioni sui giacimenti agli operatori internazionali.