7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Anche gli USA autorizzano rimpatrio famigliari diplomatici

Gli elicotteri lanciano acqua sui reattori surriscaldati. La situazione a Fukushima e nelle altre zone colpita dal sisma continua anche ad avere ripercussioni sui mercati

ROMA - Il Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato ieri sera i familiari del suo personale diplomatico a lasciare il Giappone. Si tratta di un cambiamento di atteggiamento da parte americana rispetto all'emergenza nucleare nel paese asiatico, prodotta dai danni subiti dalla centrale nucleare Fukushima-1 a causa del devastante terremoto/tsunami di venerdì scorso che ha messo in ginocchio il Tohoku.

A Fukushima si svolge una vera e propria corsa contro il tempo. Le autorità nipponiche stanno cercando in tutti i modi di raffreddare i reattori nucleari che rischiano di andare fuori controllo. Quattro elicotteri delle Forze di autodifesa, l'esercito nipponico, hanno lanciato sugli impianti 30mila litri d'acqua, in particolare sui reattori numero 3 e 4.
Le principali preoccupazioni vengono da una vasca per il combustibile nucleare esausto del reattore 4, danneggiato da due incendi. Questa piscina è quasi completamente secca, in una situazione che, secondo il presidente dell'Autorità dei regolazione nucleare Usa Gregory Jaczko, produce livelli «estremamente elevati» di radiazioni.

I tecnici della Tokyo denryoku (Toden), con il sostegno dei pompieri, dalla polizia, dai soldati, stanno anche operando lanciando acqua da autobotti. La Toden, inoltre, spera di riuscire entro il pomeriggio a ripristinare l'alimentazione elettrica della centrale, il che dovrebbe «permettere di rimettere in funzione le pompe di raffreddamento dei reattori e di riempire le piscine».

La situazione a Fukushima e nelle altre zone colpita dal sisma continua anche ad avere ripercussioni sui mercati. Lo yen ha registrato negli scambi odierni un record storico in rapporto al dollaro: il livello più elevato dal dopoguerra. Non è una buona notizia, perché questo potrebbe provocare ulteriori problemi alle imprese nipponiche, duramente colpite dal sisma e prevalentemente orientale alle esportazioni. Il governo nipponico ha puntato il dito contro la speculazione finanziaria.