23 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
Afghanistan

Kabul e Usa, contatti avviati con il clan Haqqani

Colloqui diretti con il presidente Karzai, indiretti con il mediatore degli Stati Uniti che starebbe trattando da 18 mesi

KABUL - Il governo afgano e le autorità di Washington hanno avviato contatti con il più sanguinoso dei gruppi ribelli che operano in Afghanistan, il clan guidato da Jalaluddin e Sirajuddin Haqqani: secondo quanto riferisce oggi il quotidiano britannico The Guardian, Kabul sarebbe in contatto diretto con esponenti di alto rango del network Haqqani dalla scorsa estate, mentre gli Stati Uniti starebbero trattando con il gruppo attraverso un intermediario occidentale da oltre un anno. Secondo quanto si è appreso, si tratterebbe di contatti ancora preliminari: il clan Haqqani, non a caso, si sarebbe tirato fuori dai negoziati in corso tra il governo afgano e gli esponenti della Shura di Quetta guidata dal mullah Omar, ed avrebbe escluso, almeno per il momento, la sua partecipazione anche nel prossimo futuro.

L'approccio di Kabul e Washington al gruppo Haqqani viene descritto come un tentativo estremo, riferisce il Guardian. Il network è ritenuto assai feroce e determinato, è molto vicino ad al Qaida e viene duramente combattuto dall'esercito Usa nelle regioni tribali del Pakistan, soprattutto grazie ai velivoli senza pilota. Ma secondo tutte le autorità coinvolte, non è possibile escluderlo dai colloqui se si vuole raggiungere un accordo di pace onnicomprensivo e duraturo.

Gli Stati Uniti, ha detto una fonte occidentale al Guardian, considerano attualmente il network Haqqani molto più potente della Shura di Quetta, il consiglio direttivo del Movimento dei talebani che fa riferimento al mullah Omar. «La Shura di Quetta è ancora importante ma non come la si pensava due anni fa. Il suo prestigio e il suo impatto sono diminuiti, ed è diventata meno rilevante sul campo di battaglia. Adesso la minaccia militare arriva dagli Haqqani», ha affermato la fonte.

Secondo quanto riferito, una delegazione del clan Haqqani, che includeva un fratello e uno zio di Sirajuddin, si sarebbe recato a Kabul per colloqui con funzionari afgani, in compagnia di esponenti dei Servizi di intelligence pachistani, 'sponsor' del network dall'inizio del conflitto. Una fonte direttamente coinvolta nei negoziati per la riconciliazione nazionale ha confermato, inoltre, che un meeting tra Hamid Karzai e Sirajuddin Haqqani ha avuto luogo la scorsa primavera in una zona di confine tra l'Afghanistan e il Pakistan, in prossimità di quelle aree tribali che rappresentano la roccaforte del clan.

I I negoziati tra il gruppo Haqqani e gli Stati Uniti, invece, sarebbero in corso in forma indiretta da circa un anno e mezzo. I contatti tra le parti sarebbero tenuti da un intermediario occidentale che, spiega il Guardian, avrebbe incontrato rappresentanti del clan in Pakistan numerose volte negli ultimi 18 mesi.

Commentando le indiscrezioni sui negoziati in corso con i talebani, ieri il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs aveva spiegato che, nella visione del governo americano, è assolutamente essenziale che i talebani si impegnino a rispettare le tre condizioni poste anche dal governo afgano per potere negoziare qualsiasi accordo di pace: la rinuncia alla violenza, il rifiuto pubblico di al Qaida e il sostegno al legittimo governo di Kabul.