L'assassino di Lennon chiede la libertà vigilata
Per la sesta volta Mark David Chapman di fronte al Parole Board. Sempre contraria la vedova, Yoko Ono
NEW YORK - Per la sesta volta, Mark David Chapman, l'assassino dell'ex Beatle Johh Lennon, comparirà oggi di fronte alla Commissione per la concessione della libertà vigilata, dopo aver scontato 30 anni di carcere, quasi sempre in isolamento per la sua stessa sicurezza.
Data l'opposizione manifestata dalla vedova di Lennon, Yoko Ono, ad un suo eventuale rilascio, appare difficile che il Parole Board possa ritornare sulle decisioni precedenti ed è probabile che confermi la condanna all'ergastolo e quindi una «morte in vita» che continua il curioso parallelismo fra Lennon e Chapman, oggi 55enne.
ANTISOCIALE OSSESSIONATO DA LENNON - Ex tossicodipendente e per un certo tempo ricoverato in una struttura per malati mentali per il suo comportamento antisociale (modellato su quello del «giovane Holden», per sua stessa ammissione), Chapman aveva sviluppato un'ossessione per i Beatles e in particolare per lo stesso John Lennon, fino al punto di sposare una donna di origine giapponese: ma il principale movente del gesto fu la sua religiosità estrema.
Chapman citò infatti la famosa intervista (off the record ma ugualmente pubblicata) con Maureen Cleave nella quale Lennon affermava che i Beatles erano «più popolari di Gesù Cristo»: non poche comunità della Bible Belt americana reagirono bruciando dischi dei Fab Four, tanto da spingere i promoter ad annullare diverse date dell'ultimo tour della loro carriera live.
RABBIA PER LA CANZONE «GOD» - Inoltre, ad alimentare la sua rabbia furono la canzone «God» - pubblicata quasi dieci anni prima nell'album «Plastic Ono Band» - nella quale Lennon faceva professione di scetticismo affermando di «non credere in Gesù né nei Beatles», una doppia bestemmia dal punto di vista di Chapman, e l'incoerenza dell'ex Beatle (e di tanti altri artisti di successo) nel difendere l'abolizione delle ricchezze pur essendo miliardario; all'epoca Lennon flirtò con alcune frange maoiste, uno dei motivi per i quali l'Fbi lo tenne a lungo sotto sorveglianza.