15 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Pena di morte

Meno paesi boia ed esecuzioni nel 2009

5.679 esecuzioni. Lo rivela il Rapporto 2010 di «Nessuno Tocchi Caino». Solo in Cina cinquemila condanne a morte

ROMA - Almeno 5.679 esecuzioni sono state effettuate in 18 Paesi nel 2009: un dato che conferma l'evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre 10 anni, stando al Rapporto 2010 di Nessuno Tocchi Caino, «La pena di morte nel mondo», presentato oggi a Roma.
Nel 2008, le esecuzioni erano state almeno 5.735, mentre nel 2007 almeno 5.851, effettuate entrambi gli anni in 26 Paesi. Inoltre, i Paesi mantenitori della pena di morte sono scesi a 43, a fronte dei 48 del 2008, dei 49 del 2007, dei 51 del 2006 e dei 54 del 2005.

Un solo Paese, la Cina, ha effettuate circa 5.000 esecuzioni, pari a circa l'88% del totale mondiale; l'Iran ne ha effettuate almeno 402; l'Iraq almeno 77; l'Arabia Saudita almeno 69; lo Yemen almeno 30; il Sudan e Vietnam almeno 9; la Siria almeno 8, l'Egitto almeno 5; la Libia almeno 4; il Bangladesh 3; la Thailandia 2; la Corea del Nord almeno 1; Singapore 1.

ASIA - Ancora una volta, l'Asia si conferma il continente dove si pratica la quasi totalità della pena di morte nel mondo: almeno 5.608 esecuzioni (il 98,7%), comunque in calo rispetto al 2008, quando erano state almeno 5.674.

AMERICHE - Le Americhe sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli Stati Uniti, l'unico Paese del continente che ha compiuto esecuzioni (52) nel 2009.

AFRICA - In Africa, nel 2009 la pena di morte è stata eseguita in quattro Paesi, dove sono state registrate almeno 19 esecuzioni: Botswana (1), Egitto (almeno 5), Libia (almeno 4) e Sudan (almeno 9).

EUROPA - In Europa, la Bielorussia continua a costituire l'unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte.

CINA - In Cina la pena di morte continua ad essere considerata un segreto di Stato, ma negli ultimi anni si è avuta notizia, anche da fonte ufficiale, di una diminuzione delle condanne a morte emesse dai tribunali cinesi. La Fondazione Dui Hua, diretta da John Kamm, un ex dirigente d'affari che si è votato alla difesa dei diritti umani e che continua a mantenere buoni rapporti con funzionari governativi cinesi, stima che nel 2009 in Cina siano state effettuate «circa» 5.000 esecuzioni, in lieve calo rispetto al 2008 quando il numero delle esecuzioni «ha superato le 5.000 e può essersi avvicinato alle 7.000».

IRAN - Anche nel 2009, l'Iran si è piazzato al secondo posto per numero di esecuzioni, pari ad almeno 402. E' il numero più alto dal 2000, denuncia Nessuno Tocchi Caino. Secondo le notizie riportate da media ufficiali iraniani nel 2010, al 30 giugno, sono già state effettuate almeno 132 esecuzioni, ma i dati reali potrebbero essere ancora più alti. Sempre nel 2009, l'Iran ha giustiziato almeno cinque persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato, in aperta violazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che Teheran ha ratificato.

IRAQ - Per la prima volta dalla caduta di Saddam Hussein e dal successivo ripristino della pena di morte, nel 2009 l'Iraq si è classificato tra i primi Stati boia al mondo, con le 77 esecuzioni, di cui ha dato notizia la Corte Suprema irachena. In base alla Corte, i prigionieri erano stati riconosciuti colpevoli in «casi legati al terrorismo». Le esecuzioni nel 2008 erano state almeno 34.