3 aprile 2020
Aggiornato 23:30
Regime iraniano

Sospesa la lapidazione, salva Sakineh

Per la donna, accusata di adulterio, vi era stata una vasta campagna di mobilitazione

TEHERAN - L'autorità giudiziaria iraniana ha deciso di sospendere fino a nuovo ordine l'esecuzione della lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana di 43 anni, accusata di adulterio e condannata a morte con la lapidazione. Lo riferisce l'agenzia stampa iraniana Irna, citando fonti vicine alla corte. «Anche se il giudizio è definitivo e applicabile, il verdetto è stato sospeso per ragioni umanitarie e per ordine del capo dell'autorità giudiziaria e quindi al momento non sarà eseguito», ha dichiarato Malek Ajdar Sharifi, responsabile per la provincia dell'Azerbaigian orientale.

L'altro ieri, la Repubblica islamica dell'Iran, in seguito a una vasta campagna di mobilitazione internazionale contro la pena capitale inflitta alla donna, aveva deciso di riesaminare la sentenza.

Sakineh Mohammadi-Ashtiani è stata condannata il 15 maggio 2006 per avere avuto una «relazione illegale» con due uomini dopo la morte del marito. La pena è stata confermata nel 2007 dalla Corte suprema. La donna, che afferma di essere stata costretta a confessare l'adulterio sotto minaccia, ha già subìto 90 frustate stabilite da una prima sentenza.

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