12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Primo discorso presidenziale sul tema

Obama apre agli immigrati e fa pressioni sui repubblicani

Secondo il New York Times il Presidente ha illustrato con chiarezza le debolezze del sistema di immigrazione del paese

WASHINGTON - All'indomani del primo discorso presidenziale sullo spinoso problema dell'immigrazione pronunciato da Barack Obama, il New York Times chiede al presidente americano di non sospendere tutte le leggi contro l'immigrazione clandestina, ma di difendere con «determinazione» gli immigrati da leggi come quella che entrerà in vigore a fine luglio nello Stato di Arizona, che autorizza la polizia a fermare qualsiasi immigrato sospettato di essere un clandestino.

Secondo il New York Times, nel discorso pronunciato ieri all'American University di Washington Obama ha illustrato con chiarezza le debolezze del sistema di immigrazione del paese e le misure necessarie per migliorarlo. Il presidente ha ricordato che la nostra nazione «ha il diritto e il dovere di controllare i suoi confini», ma sigillare l'intera frontiera con i militari e le barriere non è possibile. E anche un rafforzamento della sicurezza lungo il confine con il Messico non risolverà il problema degli undici milioni di clandestini che quel confine hanno già varcato e che si trovano ora in territorio statunitense, ha sostenuto il presidente.

Obama ha quindi proposto di definire «un percorso chiaro verso la legalizzazione dei clandestini», perché pensare di potere «espellere undici milioni di stranieri irregolari sarebbe impossibile e lacerante». Il presidente ha criticato la legge approvata in Arizona, ed ha esortato gli undici senatori repubblicani che nel 2006 avevano dimostrato una disponibilità ad appoggiare una riforma del sistema dell'immigrazione a sostenere il suo progetto di riforma.

Altri giornali, come il Washington Post e il Los Angeles Times, evidenziano in particolare l'appello di Obama agli undici senatori dell'opposizione, e secondo il quotidiano californiano le parole di ieri di Obama rappresentano una chiara anticipazione del messaggio che la Casa Bianca lancerà il prossimo autunno in occasione delle elezioni di 'mid term': i repubblicani si rifiutano di contribuire a risolvere i problemi della nazione.