15 giugno 2021
Aggiornato 18:00
Iran

La moglie di Jafar Panahi: è uscito di prigione

Confermato in un comunicato dell'ufficio del procuratore di Teheran: «Lo stiamo portando dal medico»

TEHERAN - Il regista iraniano, Jafar Panahi, che era in carcere dal primo marzo, è stato liberato oggi su cauzione: lo ha reso noto la moglie, Tahereh Saeedi, confermando un comunicato dell'ufficio del procuratore di Teheran. «Sì, è stato liberato. Sta bene», ha dichiarato via telefono Saeedi. «Lo stiamo portando dal medico», ha tuttavia aggiunto. Il regista una decina di giorni fa aveva cominciato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione.

Quasi cinquantenne, Jafar Panahi, che dichiara apertamente la sua opposizione al presidente Mahmoud Ahmadinejad, era stato arrestato nella sua abitazione a Teheran insieme ad altre 16 persone. Il ministro della Cultura iraniano a metà aprile aveva dichiarato che il suo arresto era legato al fatto che il regista «preparava un film contro il governo sugli avvenimenti post-elettorali», allusione alle manifestazioni seguite alla contestata rielezione di Ahmadinejad nel giugno 2009. Affermazione poi smentita da Panahi.

L'arresto aveva suscitato una ondata di indignazione nel mondo e numerosi appelli alla sua liberazione sono stati lanciati da più parti, in particolare negli ultimi giorni in occasione del Festival di Cannes dove Panahi doveva sedere fra i membri della giuria. Un comunicato del procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, ha informato che Panahi «è stato scarcerato oggi dalla prigione di Evin (a Teheran) dopo aver depositato una cauzione di 2 miliardi di rial» (200.000 Usd).

Dolatabadi aveva annunciato ieri sera che la magistratura aveva emesso un ordine di scarcerazione su cauzione a favore di Panahi in attesa del processo. Nessuna precisazione è stata fornita sui capi di imputazione contestati a Panahi.

A inizio marzo, Dolatabadi aveva affermato che il regista non era stato arrestato «perchè era un artista o per ragioni politiche» ma perchè «aveva commesso un reato», aveva aggiunto, senza fare precisazioni. Il nome di Jafar Panahi è stato invocato plurime volte al Festival di Cannes appena terminato. Nel corso della cerimonia inaugurale, la poltrona che avrebbe dovuto occupare era rimasta simbolicamente vuota nell'auditorium del Palazzo dei festival. Il 15 maggio, in una lettera scritta in prigione e letta sulle scale del Palazzo, il regista aveva dichiarato la sua innocenza e smentito di aver fatto un film contro l'attuale establishment iraniano.

Panahi è uno dei registi della «nouvelle vague» iraniana più noti all'estero. Nel 2000 ha vinto il Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia con il «Il Cerchio» e nel 2006 il Leone d'argento alla Berlinale per «Fuori gioco». E' stato anche premiato due volte a Cannes nel 1995 e nel 2000. (con fonte Afp)