20 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Nucleare

Israele ha l'atomica e la offrì al Sudafrica

Documento esclusivo del quotidiano britannico «The Guardian» rivela: nel '75 Peres ne propose di «tre taglie diverse»

LONDRA - In pieno apartheid, nel 1975, Israele cercò di vendere al Sudafrica le sue testate nucleari. E' quanto scrive il quotidiano britannico The Guardian in un articolo pubblicato in prima pagina e definito «esclusivo», in cui vengono citati, a tal proposito, documenti firmati dall'attuale presidente israeliano Shimon Peres e dal ministro della Difesa sudafricano PW Botha.

NOME IN CODICE «CHALET» - Secondo quanto riferisce il giornale, si tratta del primo documento che attesti effettivamente il possesso di armi atomiche da parte di Israele.
Il testo a cui si riferisce il quotidiano britannico, che è stato declassificato in Sudafrica, rappresenta di fatto il resoconto di una serie di incontri tra alti responsabili dei due paesi, cominciati il 31 marzo 1975: nel loro primo colloquio, i funzionari dello stato ebraico «offrirono formalmente di vendere al Sudafrica alcuni dei missili di Gerico con capacità nucleare, facenti parte del proprio arsenale», nome in codice Chalet.
Poco più di due mesi dopo, il 4 giugno, Botha e Shimon Peres si incontrarono a Zurigo. «Il ministro Botha espresse interessamento per un numero limitato di Chalet» e l'allora ministro Peres diede la sua disponibilità a trattare offrendone in «tre taglie differenti».
Il documento, che gli israeliani avrebbero voluto non fosse declassificato, è stato scoperto da uno studioso americano, Sasha Polakow-Suransky, durante una sua ricerca sulle relazioni tra Israele e Sudafrica in vista della pubblicazione del libro «L'alleanza non dichiarata: l'alleanza segreta di Israele con il Sudafrica dell'Apartheid».