30 marzo 2020
Aggiornato 11:30
Elezioni irachene

La sentenza del tribunale elettorale rilancia al Maliki

Annullata l'elezione di un deputato del Blocco Iracheno. Si potrebbe riaprire la strada alla conferma di Nouri al Maliki alla guida del governo

BAGHDAD - La decisione del tribunale speciale elettorale iracheno di annullare l'elezione di un deputato del Blocco Iracheno, vincitore per un soffio delle politiche irachene, potrebbe riaprire la strada alla conferma di Nouri al Maliki alla guida del governo di Baghdad.

Come spiega il quotidiano statunitense The New York Times, la formazione dell'ex premier Ayad Allawi - che ha già presentato ricorso contro la sentenza - aveva ottenuto una maggioranza di due seggi e si vedrebbe quindi togliere un deputato; inoltre però verrebbero redistribuiti i voti degli altri 51 candidati non eletti ma ugualmente squalificati, il che potrebbe far perdere ad Allawi un secondo seggio a vantaggio di Al Maliki.

Il Tribunale ha deciso di invalidare le 52 candidature per dei presunti legami con il Baath, partito unico del regime di Saddam hussein, attualmente fuori legge; inoltre sono ancora in discussione altre otto candidature, tutte del Blocco Iracheno e tutte risultate vincenti: una decisione in merito potrebbe essere presa già oggi.

Comunque vada a finire, la questione non farà che rallentare ulteriormente la formazione di un nuovo esecutivo, dato che l'appello non potrà essere discusso prima di un mese: il rischio è che anche il ritiro delle truppe statunitensi venga contestualmente rimandato, quando in linea teorica a partire dal prossimo settembre sarebbero dovuti rimanere sul terreno 50mila effettivi, in compiti non operativi.

Le sentenze non altereranno tuttavia l'esito fondamentale delle elezioni, ovvero il fatto che nessuno dei due principali partiti, il Blocco Iracheno di Allawi (sciita laico, ma con la partecipazione di personalità sunnite) e l'Alleanza per lo Stato di Diritto di Al Maliki (sciita) ha conquistato la maggioranza assoluta: per formare un esecutivo sarà necessaria dunque una coalizione con i apriti minori, in primo luogo l'Alleanza Nazionale Irachena (sciita religioso).

In base alla legge elettorale irachena tuttavia il primo incaricato sarà il leader del partito di maggioranza: al momento spetterebbe quindi ad Allawi, ma se le sentenze venissero confermate in appello potrebbe essere Al Maliki ad avere per primo di forgiare una coalizione.

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