15 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Riforma sanitaria USA

Sanità a tutti i costi, la Pelosi ricorre a «stratagemmi»

Ipotizzata procedura per votare testo al Senato americano «senza votarlo». La Camera ha già votato la riforma

NEW YORK - Il voto della Camera sulla riforma della Sanità voluta dal presidente Barack Obama è imminente, ma potrebbe avvenire in modo non tradizionale. Lo ha spiegato la leader della maggioranza Nancy Pelosi in un lungo incontro con i blogger della capitale, spiegando i dettagli procedurali. La Camera ha già votato la riforma della Sanità a novembre ma in una versione diversa e inconciliabile da quella passata al Senato a Natale. Questa settimana l'esame della legge è ricominciato al livello di commissioni e la maggioranza di Pelosi dovrà votare nuovamente il testo in plenaria, nella lettura del Senato.

Per farlo tuttavia ci sono molti modi: Pelosi ha ad esempio estratto dal cilindro una procedura nota come «self executing rule» o «deem and pass» che consente di «dare per votato» un testo del Senato senza, concretamente, votare il provvedimento. La Camera in pratica dovrebbe approvare solo una serie di emendamenti alla legge, che verrà pertanto considerata ratificata. Si tratta di una strategia per risparmiare ai parlamentari l'imbarazzo di votare un testo, che si è dimostrata piuttosto impopolare alla Camera.

I democratici hanno ripetutamente detto di avere i voti alla Camera per approvare la legge, ma il quorum di 216 deputati non è ancora stato formalmente raggiunto nelle intenzioni di voto. Gli oppositori sono riuniti in tre schieramenti, il blocco più numeroso sono gli anti-abortisti, ovvero i democratici che vorrebbero un esplicito divieto di usare fondi federali per finanziare cliniche abortiste. Tra gli oppositori c'è anche il deputato dell'Ohio Dennis Kucinich, un ex candidato alla presidenza, che vorrebbe la sanità all'Europea, tolta ai privati e statalizzata.

L'ultimo gruppo di oppositori sono democratici eletti in distretti conservatori, dove l'idea di toccare la sanità è fumo negli occhi. Questi deputati sono preoccupati delle conseguenze negative del voto in vista delle politiche di novembre. E' su questi democratici che il pressing di Pelosi e dello stesso Obama è più forte.