13 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Esteri. Iran

Detenuti uccisi, chiamato in causa l'ex procuratore iraniano

Mortazavi, potente e temuto, era stato rimosso già ad agosto

TEHERAN - Una commissione parlamentare iraniana ha puntato il dito contro l'ex procuratore generale di Teheran, Said Mortazavi, per aver fatto rinchiudere alcuni manifestanti dell'opposizione in un carcere della capitale, dove poi tre di loro sono morti in seguito alle violenze subite.
La prigione di Kahrizak, sud di Teheran, ha «disonorato la Repubblica islamica», ha dichiarato la commissione incaricata di indagare sugli incidenti legati alle manifestazioni di protesta contro la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad.

Il centro detentivo di Kahrizak è stato chiuso a luglio in base a una decisione presa dalla Guida suprema della repubblica islamica, l'ayatollah Ali Khamenei, dopo questi decessi e dopo le numerose informazioni trapelate sugli abusi e sui maltrattamenti inflitti ai detenuti.

«I detenuti sono stati inviati a Kahrizak su ordine di Mortazavi», dichiara la commissione parlamentare nel suo rapporto letto in parlamento. Secondo il rapporto, 147 manifestanti arrestati il 9 luglio sono stati «detenuti quattro giorni al fianco di pericolosi criminali in condizioni difficili (...), picchiati e umiliati dai loro carcerieri».

«Le autorità giudiziarie dovranno adottare delle misure severe contro tutti coloro che sono dietro questi fatti, senza alcuna riserva e senza tenere conto delle loro funzioni», aggiunge il rapporto. Attualmente sono 12 gli agenti di custodia formalmente accusati di violenze sui detenuti.

L'ex procuratore generale di Teheran, 42 anni, era stato sollevato dall'incarico ad agosto. Durante i suoi sei anni in funzione, Mortazavi aveva ordinato l'arresto di numerosi giornalisti e oppositori, oltre ad ordinare la censura di diverse pubblicazioni riformiste.