21 aprile 2024
Aggiornato 23:30
Caos a Teheran

Continuano gli scontri in Iran, nuovi arresti tra gli oppositori

Scomparsa la salma del nipote di Moussavi.Obama: «dura condanna delle violenze». Mottaki contro Londra: «Taccia o pugno in bocca»

TEHERAN - Anche ieri i siti dell'opposizione iraniana hanno riferito di nuove proteste e scontri a Teheran, anche se di dimensioni minori rispetto alla violenta guerriglia urbana delle ultime 48 ore fra manifestanti dell'opposizione e forze di polizia. Gli scontri di due giorni fa hanno provocato 15 morti secondo la Tv di Stato, sebbene secondo alcune fonti le vittime sarebbero soltanto otto, tra cui Seyyed Ali Moussavi, nipote del leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi.

I funerali del giovane si sarebbero dovuti svolgere ieri - il rito islamico imporrebbe la sepoltura entro le 24 ore dal decesso - ma la famiglia ha denunciato la scomparsa della salma dall'ospedale dove era stata trasportata; non è da escludere che le autorità iraniane abbiano cercato di far rimandare le esequie per evitare ulteriori incidenti.

Scontri nella capitale - Secondo alcuni siti dell'opposizione ripresi dai media internazionali, anche ieri vi sarebbero stati scontri nella capitale, con la polizia che ha disperso manifestanti con gas lacrimogeni. Un gruppo di seguaci di Moussavi - ha riportato il quotidiano spagnolo El Mundo citando il sito Norooz di opposizione al regime - «si sono riuniti davanti all'opsedale Ebn-e Shina dov'è il cadavere del nipote (...) ma la polizia li ha dispersi con gas lacrimogeni».

La repressione è comunque continuata con numerosi arresti, come riporta il sito internet di Rahesabz, vicino all'opposizione: in manette sarebbero finiti un leader del movimento studentesco, il figlio di un ex Ministro del governo Khatami e il giornalista e difensore dei diritti umani Emadeddin Baghi.

Si susseguono nel frattempo le condanne internazionali: Il presidente Barak Obama ha espresso una dura condanna delle violenze d ha chiesto al regime di rispettare i diritti del proprio popolo. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha definito «inaccettabile» l'intervento delle forze di sicurezza iraniane, mentre Russia e Gran Bretagna hanno invitato il governo iraniano ad esercitare «moderazione». Il governo italiano ha ribadito la propria condanna e per bocca del Ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiesto che venga «messa fine quanto prima alla spirale di violenza e venga creato un contesto per il pieno rispetto dei diritti civili e politici del popolo iraniano».