La Casa Bianca condanna la repressione iraniana
Almeno 15 morti, centinaia di feriti. Il governo aveva vietato le manifestazioni in occasione dell'Ashura, una delle principali festività sciite
WASHINGTON - La Casa Bianca ha condannato «la repressione violenta e ingiusta di civili che cercano di esercitare i loro diritti universali in Iran», dopo gli scontri di ieri a Teheran, durante i quali sono morti 15 manifestanti, secondo quanto riconosciuto questa mattina dalla televisione di stato; i feriti sono diverse centinaia.
Gli scontri sono proseguiti in diverse piazze della capitale iraniana anche nella notte. Fra le vittime vi sarebbe anche il nipote di Mir Hossein Mousavi, secondo quanto affermato dal sito che fa riferimento al leader dell'opposizione, Kaleme.ir Gli Stati Uniti «condannano fermamente» queste violenze, ha dichiarato in un comunicato Mike Hammer, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale (Nsc). «La speranza, la storia ed anche gli Stati Uniti, sono dalla parte di coloro che vogliono esprimere in modo pacifico i loro diritti universali».
I siti internet dell'opposizione iraniana affermano che la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti che tiravano pietre contro le forze dell'ordine. «Morte al dittatore», gridavano in molti all'indirizzo di Mahmoud Ahmadinejad, il presidente ultraconservatore iraniano.
Il governo aveva vietato le manifestazioni in occasione dell'Ashura, una delle principali festività sciite.
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