17 settembre 2019
Aggiornato 16:00
Compromesso nella notte

Riforma sanitaria USA, cade anche l'opzione Medicare

Vittoria di Lieberman che è riuscito a far cadere la «public option». Il Presidente Obama pronto a chiudere la partita

NEW YORK - Alla fine il braccio di ferro lo ha vinto Joe Liebermann. Il senatore indipendente del Connecticut è riuscito a forzare le trattative nel partito democratico e far cadere una volta per tutte la «public option» e la proposta per espandere la previdenza pubblica per gli anziani. La resa dei leader della maggioranza in Senato è arrivata ieri notte quando il partito di Barack Obama ha dovuto cedere alle richieste di Liebermann, che da settimane promette di non votare nessuna misura che includa un forte ruolo dello Stato nel sistema assicurativo.

COMPROMESSO - Un compromesso era stato raggiunto alla fine della settimana scorsa e prevedeva già l'archiviazione della public option, la nascita di una compagnia pubblica che competa sul mercato privato per costringere le assicurazioni ad abbattere i costi delle polizze. In cambio del passo indietro la sinistra del partito aveva chiesto almeno di espandere il Medicare, l'assistenza pubblica per gli anziani creata da Lyndon Johnson negli anni '60, ai cittadini al di sopra dei 55 anni (oggi il limite è 65). Una misura che avrebbe incluso nel sistema altre tre milioni di persone. Liebermann ha però fatto saltare l'accordo minacciando di togliere il suo voto, decisivo a oggi per arrivare a quota 60 voti, il numero magico di cui Obama ha bisogno in Senato per chiudere la più importante delle sue riforme.

Il presidente vedrà oggi alle 15, le 21 in Italia, una delegazione di senatori democratici e avrebbe in mente un annuncio pubblico per lanciare l'ultimo arrembaggio prima del voto finale. L'appello, secondo gli analisti, sarà una vera e propria chiamata alle armi per salvare la riforma della sanità arrivata a un passo dalla storica vittoria che la sinistra americana attende da 15 anni. Obama dirà che se il progetto fallisse ora sarebbe archiviato per decenni e che l'occasione va colta ora o mai più.

«LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME» - Il tempo scorre intanto in Senato dove un primo voto procedurale sul pacchetto sanità potrebbe arrivare già nel fine settimana, che sarebbe il terzo consecutivo di lavoro in aula per i senatori. Oggi stesso arriverà l'ultima stima sui costi da parte dell'ufficio budget del Congresso. La Casa Bianca vuole la legge approvata per la settimana prossima o al massimo quella successiva per portare la «madre di tutte le riforme» alla firma di Obama entro fine anno.

Resta da vedere se i liberal democratici inghiottiranno l'ennesimo boccone amaro imposto da Liebermann e vareranno un testo molto «diluito» rispetto ai desiderata iniziali. «Non riusciremo ad avere tutto quello che vogliamo», ha commentato il senatore John D. Rockfeller, leader del blocco «di sinistra» del partito democratico, «ma comunque avremo molto più di quanto abbiamo oggi».