16 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Obama pronto all'annuncio

Guantanamo, i detenuti verso l'Illinois

I terroristi andranno a Thomson, un istituto di massima sicurezza finora sottoutilizzato. Imminente la chiusura di Gitmo

NEW YORK - Dopo circa due mesi di trattative la notizia è oramai ufficiale: i prigionieri di Guantanamo, o almeno una buona parte di loro, saranno trasferiti sul suolo americano, in una piccola cittadina dell'Illinois, Thomson. L'annuncio formale sarà dato con ogni probabilità dallo stesso Barack Obama nelle prossime ore dopo che il governo di Washington ha preso la decisione di comprare la struttura per portarvi i sospetti terroristi e processarli così davanti ai tribunali statunitensi. Per quanto le autorità parlino di un centinaio di trasferimenti in tutto la mossa potrebbe di fatto chiudere una volta per tutte il più contestato dei carceri americani, Gitmo, divenuto il simbolo degli errori dell'amministrazione Bush.

La voce che il governo stesse pensando a Thomson circolava da settimane e i funzionari della Casa Bianca sono stati più volte a visitare l'istituto per verificarne la compatibilità con gli standard di un carcere militare. La prigione di Thomson, cittadina a 240 chilometri da Chicago, è un istituto di massima sicurezza finora sottoutilizzato. Parte del carcere rimarrebbe destinato agli attuali detenuti che già contiene mentre il resto andrebbe ai prigionieri della guerra al terrorismo catturati dopo il 2001.

Il fatto che l'amministrazione parli di 100 prigionieri coincide con i numeri anticipati qualche settimana fa dal segretario alla Difesa, Robert Gates, che aveva detto che 116 detenuti degli attuali 215 che si trovano a Cuba sarebbero stati portati all'estero. Se Obama riuscisse effettivamente a convincere gli alleati internazionali a ricevere oltre la metà dei terroristi potrebbe effettivamente riuscire a chiudere Guantanamo entro il 22 gennaio, la data ultima che lui stesso aveva fissato due giorni dopo il suo insediamento a Washington nel gennaio scorso.

Un successo improvviso quanto inatteso perché da mesi oramai si susseguivano le dichiarazioni dei membri del governo, da Gates al ministro di Giustizia Eric Holder, sempre più scettici sulla possibilità di rispettare la scadenza prefissata. Il problema principale era proprio dove trasferire gli uomini più temuti dai cittadini americani e di conseguenza dai loro parlamentari. «Non riuscirete a chiudere Guantanamo perché nessun senatore consentirà che quei terroristi vengano messi vicino ai propri elettori», aveva ammonito l'ex vicepresidente Dick Cheney lasciando l'incarico meno di un anno fa.

Obama sembra però aver ricevuto il via libera di tutti gli interessati, dal governatore dell'Illinois, Pat Quinn al suo ex collega Richard Durbin, senatore dell'Illinois, e soprattutto dalle autorità locali. Il carcere di Thomson, l'erede di Guantanamo, è visto già dalla cittadina di campagna del Midwest come una delle chance per rilanciare l'economia locale, colpita dalla recessione, creando almeno due mila posti di lavoro e incassando subito un miliardo di dollari dal governo.