6 dicembre 2019
Aggiornato 02:30

Obama chiude contenzioso secolare con gli indiani d'America

Il governo americano pagherà 1,4 miliardi ai nativi he avevano impugnato una legge di oltre un secolo fa

NEW YORK - L'amministrazione Obama ha chiuso definitivamente una battaglia legale con gli indiani d'America che andava avanti da oltre un decennio. Il governo ha annunciato l'intenzione di versare 1,4 miliardi di dollari a un gruppo di nativi americani che avevano impugnato una legge di oltre un secolo fa, accusando Washington di non aver rispettato gli accordi e di aver mal gestito alcuni territori. La somma concordata, che porrà fine a una controversia durata oltre un secolo, sarà suddivisa tra circa 300 mila persone, discendenti delle tribù indiane a cui il governo aveva assegnato dei lotti di terra secondo una legge del 1887.

In quella data infatti, all'epoca del presidente Grover Cleveland, il Congresso promulgò una legge volta a favorire l'insediamento dei nativi americani e l'avvio di attività agricole e di allevamento. Per questo furono concessi alle tribù indigene appezzamenti variabili dai 16 ai 65 ettari. Molte di queste terre, però, non furono mai assegnate.

Oltre agli 1,4 miliardi, il nuovo accordo descritto dal ministro del territorio, Ken Salazar, prevede lo stanziamento di ulteriori 2 miliardi di dollari da utilizzare per l'acquisto di alcuni di questi terreni da parte dello Stato, che ritornerebbe così ad essere proprietario di aree che garantiscono enormi proventi per la presenza di giacimenti di minerali, petrolio e gas naturale.