21 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Lettera di Kroes, Wallstroem e Wallis al Financial Times

«Per i posti UE nominate almeno una donna»

Un appello sostenuto da tanti, ma... Non ci sono candidate

BRUXELLES - Una lettera aperta al Financial Times per chiedere che almeno una donna sia nominata a uno dei 'nuovi posti' europei: la hanno scritta la commissaria Ue Neelie Kores, la vicepresidente della Commissione Margot Wallstroem e la vicepresidente del Parlamento europeo, Diana Willis. «E' ora di passare dalle parole ai fatti nominando delle donne ai posti dirigenziali nell'Ue» afferma l'appello, che ha ricevuto il sostegno della Commissaria Ue alle relazioni esterne, l'austriaca Benita Ferrero-Waldner.

E' una proposta che oggi ha raccolto molte voci favorevoli: peccato che siano poche le candidate di cui circola il nome, e anche quelle con il curriculum adatto per i neo posti di Presidente dell'Ue e di Ministro degli Esteri, creati dal Trattato di Lisbona. A parte i giochi delle poltrone fra le varie famiglie politiche, ben poche donne hanno effettivamente già avuto la poltrona di primo ministro o quella di ministro degli Esteri di un paese Ue.

La decisione sulle nomine giungerà giovedì sera dal vertice straordinario Ue. Oggi la ministra per gli Affari europei della Svezia (presidente di turno Ue), Cecilia Malmstroem, anche lei si è detta favorevole alla nomina di una donna ma «se guardate la lista dei nomi che circolano, ben poche donne sono state ministro degli Esteri o premier». Il capo della diplomazia finlandese Alexander Stubb avanza lo stesso argomento pur ammettendo che «sembreremo un po' ridicoli se non riusciamo a nominare una donna».

In favore dell'equilibrio ha parlato anche il ministro lussemburghese Jean Asselborn: «Sarebbe bello se riuscissimo a ottenere un equilibrio fra nord e Sud, Este e Ovest, fra paesi grandi e piccoli e naturalmente anche fra uomini e donne».