7 agosto 2020
Aggiornato 20:30
Un accordo sul clima a Copenaghen si fa sempre più in salita

Clima, Obama tratta con i repubblicani, spuntano fondi al nucleare

Democratici spaccati, salta l'accordo sulle emissioni in Senato

NEW YORK - Se la strada per Copenaghen passa per le decisioni prese a Washington il percorso verso un accordo sul clima si fa sempre più in salita. La legge sulle emissioni voluta da Barack Obama arriva domani all'esame delle commissioni del Senato dove i democratici non hanno attualmente i numeri per far passare il testo: vi saranno introdotti ulteriori finanziamenti all'industria nucleare e a quella del carbone pur di strappare la manciata di voti repubblicani necessari a superare l'ostacolo.

MAGGIORANZA LONTANA - La settimana scorsa l'accordo nel partito di Obama sembrava essere stato raggiunto dopo l'introduzione di corposi fondi per aiutare le centrali a carbone a dotarsi del sistema CCS, Carbon Capture and Storage, ma a poche ore dalla discussione gli stessi democratici ammettono che una maggioranza in aula è ad oggi lontanissima. Il nodo centrale è proprio l'industria del carbone che sarebbe pesantemente penalizzata dal tetto alla produzione di Co2 previsto dalla legge, che mira ad aprire un «mercato» delle emissioni inquinanti tra le imprese che potrebbero vendere le proprie quote in eccesso. A bloccare l'accordo sono così i democratici eletti negli Stati in cui le centrali a carbone e le miniere hanno un peso decisivo sull'economia.

CONTRIBUTI AL NUCLEARE - Vista l'impasse i promotori della legge, i senatori John Kerry e Barbara Boxer, stanno lavorando a potenziare ancora di più i contribuiti al nucleare, già introdotti nella versione uscita dal voto della Camera a giugno, per ottenere il sostegno repubblicano. Nella trattativa sono inclusi anche fondi alle trivellazioni in alto mare, uno dei temi su cui si concentrò lo scontro elettorale nell'estate del 2008.