16 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Brasile. Narcotraffico

Guerriglia a Rio, ma per i politici città olimpica sicura

Sparatorie tra narcotrafficanti e polizia, 12 morti e 8 feriti

RIO DE JANEIRO - I politici brasiliani non temono che la guerriglia scatenata ieri a Rio de Janeiro in alcune favelas e degenerata in sparatorie tra narcotrafficanti e polizia con 12 morti e con l'abbattimento di un elicottero della polizia costato la vita ai due occupanti, possa rappresentare un pessimo segnale a due settimane dalla vittoria della città nella corsa all'organizzazione delle Olimpiadi del 2016.

La sicurezza non sarà un problema durante i Giochi ed entro il 2014 si avranno delle risposte concrete, ha detto il governatore dello stato di Rio, Sergio Cabral. «I problemi esistono ma non si possono cancellare nello spazio di una giornata con una bacchetta magica», ha detto Cabral.

Una grossa fetta degli stanziamenti per le Olimpiadi contribuirà all'applicazione di programmi con l'obiettivo di ridurre la criminalità, garantendo parimenti, con un colossale spiegamento di forze, la sicurezza in tutti i siti olimpici. «Lo abbiamo detto anche al comitato olimpico internazionale, non sarà facile e lo sappiamo, ma saremo in grado di schierare 40mila uomini e rendere sicuri i Giochi», ha aggiunto Cabral. Dopo il sabato di terrore, la città di Rio - si legge da O Globo - si è svegliata questa mattina in una situazione di apparente tranquillità.