23 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Processo per le manifestazioni post-elettorali

Processo a riformatori iraniani, Khatami: «Confessioni non valide»

L'ex presidente riformatore accusa: sono «menzogne»

TEHERAN - Le confessioni degli esponenti dell'opposizione sotto processo a Teheran per le manifestazioni post-elettorali sono «menzogne» e non hanno alcun valore: lo ha detto oggi l'ex presidente riformatore Mohamamd Khatami.

«Queste dichiarazioni non sono valide, sono pure menzogne non riflettono la verità», ha dichiarato Khatami in un comunicato diffuso dal suo sito internet. «Le autorità dovranno impedire queste azioni illegali e antireligiose perche nuocciono al regime della Repubblica islamica», ha aggiunto.

Una ventina di esponenti del campo riformatore, tra cui ex collaboratori di Khatami, accusati di essere le «menti» delle manifestazioni post-elettorali, hanno ammesso ieri davanti al Tribunale rivoluzionario di Teheran di aver commesso «enormi errori», dopo la rielezione del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad il 12 giugno scorso, a causa «di pessime analisi».

Khatami ha anche respinto seccamente le dichiarazioni rilasciate in aula dal docente universitario irano-americano Kian Tajbakhsh, secondo cui l'ex presidente avrebbe incontrato nel 2006 a New York il miliardario americano George Soros insieme a Mohammad Javad Jarif, allora ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite.

Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero voluto promuovere, con l'aiuto dei servizi segreti britannici e la Fondazione Soros, una «rivoluzione di velluto» in Iran. Dal primo agosto circa 140 persone sono comparse di fronte al Tribunale rivoluzionario per rispondere dell'accusa di coinvolgimento nelle manifestazioni anti-Ahmadinejad.