15 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Accusati di aver fomentato le recenti rivolte post-elettorali

Iran, ripreso processo a oppositori, confessioni in aula

Per l'opposizione si tratta di un processo staliniano

TEHERAN - E' ripreso ieri a Teheran il processo che vede imputate diverse personalità vicine all'ex presidente riformatore Mohammad Khatami e altri esponenti del campo riformatore, accusati di aver fomentato le recenti rivolte post-elettorali in Iran.

Durante l'udienza vi è stato chi si è riconosciuto colpevole chiedendo perdono, come ad esempio Saeed Hajjarian, uno dei leader riformisti, ferito alla testa nel 2000 in un fallito attentato, che ha ammesso di aver compiuto «gravi errori» e ha chiesto scusa. Per le forze di opposizione però queste confessioni vengono estorte e paragonano il processo in corso ai processi contro gli oppositori politici organizzati da Stalin in Unione Sovietica negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso.

Tra gli imputati figurano anche l'ex vice ministro dell'Interno Mostafa Tajzadeh, l'ex vice ministro degli Esteri Mohsen Aminzaded, l'ex vice ministro dell'Economia Mohsen Safaie-Farahani e altri esponenti riformatori come Mohsen Mirdamadi e Abdollah Ramezanzadeh. Quest'ultimo, con un raro atteggiamento di sfida, ha invece dichiarato di fronte al tribunale di essere contrario al governo del presidente Ahmadinejad e di non accettare le accuse formulate contro di lui. «Come riformatore la mia posizione è chiara», ha detto. «Ho esposto il mio punto di vista nei miei discorsi e non cambierò opinione».

Kian Tajbakhsj, un docente universitario iraniano-americano, accusato di spionaggio e di attentato alla sicurezza nazionale, ha parlato di fronte ai giudici del Tribunale rivoluzionario delle evidenti interferenze dei Paesi occidentali in Iran: «Non c'è dubbio che l'obiettivo degli Stati Uniti e dei Paesi europei è quello di favorire dei cambiamenti in Iran», ha detto, respingendo però le accuse. «Non ho alcun contatto con centrali all'interno e all'esterno del Paese e non ho prove di interferenze straniere».

Decine di familiari degli imputati hanno protestato all'esterno del tribunale, fino a quando non sono stati dispersi dagli agenti. Lo riporta il sito web di opposizione Norooz. Il partito di Hajjarian, Il Fronte di partecipazione islamica dell'Iran, ha detto che la sua confessione gli è stata estorta con la forza e ha promesso di sostenerlo.