27 ottobre 2020
Aggiornato 21:30
Presentati i dettagli del piano di chiusura delle scuole in caso di epidemia

In Francia con 3 casi di nuova influenza si può chiudere scuola

Ministro dell'Istruzione: «Governo pronto a affrontare emergenza»

PARIGI - «Le scuole riapriranno regolarmente il 2 settembre ma l'obiettivo del governo è essere pronto ad affrontare l'emergenza». Lo ha dichiarato il ministro dell'istruzione francese, Luc Chatel, dopo la riunione dell'unità di crisi del proprio ministero, presentando i dettagli del piano di chiusura delle scuole in caso di epidemia: serviranno almeno tre casi di contagio per la chiusura di un istituto.

Un piano che potrebbe essere adottato a livello locale e nazionale nel caso di un contagio diffuso della malattia dopo il ritorno sui banchi degli studenti d'Oltralpe. Come aveva già affermato alcuni giorni fa, il ministro ha detto che al momento non è prevista la chiusura generalizzata delle scuole in tutta la Francia, ma ha aggiunto che «devono essere evitati due eccessi. La banalizzazione e la drammatizzazione. Ad oggi la gravità è moderata».

In concreto il piano del governo francese affida ai prefetti la possibilità di disporre la chiusura di una o più scuole nel caso si accertino almeno tre casi di contagio tra gli alunni di una o più classi di un istituto nell'arco di una settimana. Gli esperti, ha detto il ministro «definiscono questi i casi `raggruppati'. E' importante agire sin dal manifestarsi del primo caso. I genitori di allievi contagiati sono invitati a non mandare a scuola i propri figli. Nel caso di manifestazione dei sintomi durante le lezioni, i soggetti interessati dovranno essere isolati in un locale che ogni scuola predisporrà a questo scopo».

Chatel ha specificato che la chiusura di uno o più istituti potrà essere disposta dal prefetto in base ad un protocollo che prevede «la consultazione con i responsabili territoriali dell'educazione, le autorità sanitarie e le collettività locali. Anche per la riapertura delle scuole - ha precisato il ministro - un protocollo prevede che siano passati almeno sei giorni consecutivi di chiusura, che studenti e personale abbiano superato la fase più contagiosa dell'influenza e che sia stata effettuata la disinfezione dell'istituto scolastico». Il ministero dell'educazione ha previsto anche la nomina di un insegnante di riferimento in ogni scuola per l'eventuale applicazione del piano.

La chiusura delle scuole però non corrisponderà ad un blocco delle lezioni che, al contrario, continueranno sul canale televisivo nazionale France 5, sulla radio pubblica Radio France Culture e via internet. Tutto è pronto per 'sopportare' anche una chiusura prolungata fino a tre mesi, ovvero il tempo previsto dagli esperti per il raggiungimento del picco della propagazione della malattia. L'obiettivo del ministero dell'istruzione è assicurare «la continuità del servizio pubblico d'insegnamento, sia dal punto di vista pedagogico che da quello amministrativo» ha dichiarato Chatel.

Il ministro ha anche insistito sull'importanza attribuita all'informazione di tutti i soggetti interessati dal piano. A questo proposito con l'avvio del nuovo anno scolastico i genitori riceveranno anche un fascicolo dedicato al piano d'emergenza. Nelle scuole sarà inoltre avviata una campagna informativa pedagogica per spiegare agli studenti le misure adottate per far fronte al contagio dell'influenza A H1N1.

La Francia ha registrato finora 550 contagi del virus ma nessun decesso. Ma secondo alcuni esperti, in autunno e con la riapertura delle scuole, il virus potrebbe contagiare dal 25 al 50% della popolazione.

Non tutti sono d'accordo: a fine luglio, il celebre urologo Bernard Debré (è anche deputato conservatore) ha definito «una influenzetta» il virus H1N1, dichiarato che è meno rischiosa dell'influenza stagionale, e che i poteri pubblici la usano a fini esclusivamente politici.