18 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Terrorismo islamico

Iraq: giornata di sangue, oltre 50 morti in attentati

I ribelli hanno colpito anche Baghdad

BAGHDAD - Oltre cinquanta persone sono morte in Iraq per l'esplosione di diverse bombe, in una delle giornate più violente da quando le truppe da combattimento statunitensi si sono ritirate, la scorsa settimana, dalle zone urbane.

Il primo attacco è avvenuto alle 6.30 del mattino locali, quando un kamikaze ha ucciso un investigatore della polizia anti-terrorismo a Tal Afar.

Il generale Khalid al-Hamadani, capo della polizia nella provincia settentrionale di Ninive, ha dichiarato che mentre la gente si radunava sul luogo dell'agguato, un secondo attentatore suicida ha azionato la sua cintura esplosiva e ha ucciso complessivamente 38 persone. Altre 66 sono rimaste ferite.

I ribelli hanno colpito anche Baghdad questa mattina, facendo esplodere ordigni nascosti sul ciglio della strada che hanno ucciso tredici persone e ne hanno ferite a decine.

Il generale Qassim al Mousawi, portavoce del centro di comando per le operazioni cittadine, ha informato che otto di loro sono morte e altre trenta sono rimaste ferite in attacchi coordinati vicino a un mercato all'aperto di Sadr City, quartiere a maggioranza sciita della capitale irachena.