16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Medio Oriente | Iran

Khatami critico con la repressione delle proteste

Montazeri chiede 3 giorni di lutto. Posizione intermedia Larijani

TEHERAN -L'ex presidente dell'Iran, l'ayatollah Mohammed Khatami, ha chiesto oggi la formazione di un comitato per analizzare e decidere i risultati delle elezioni dello scorso 12 giugno.
Khatami, un riformista e moderato, ha anche chiesto il rilascio degli attivisti detenuti ieri durante la violenta repressione delle proteste contro i presunti brogli con cui il presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad avrebbe ottenuto la vittoria sul moderato Mir Hossein Mousavi. Secondo la televisione satellitare Al Jazeera International, Khatami ha affermato che «impedire alla gente di esprimere le sue opinioni (...) potrebbe avere conseguenze pericolose».

Fra i rappresentanti dell'ala moderata del clero iraniano, anche il grande ayatollah Hossein Ali Montazeri, dalla città santa di Qom ha chiesto tre giorni di lutto per i morti nelle manifestazioni violente dei giorni scorsi.

Ali Larijani, il presidente del Parlamento iraniano, ha assunto una posizione più equidistante: in un'intervista alla Tv iraniana Press Tv da un lato ha sostenuto che «bisogna separare quelli che hanno bruciato i negozi della gente nelle strade e colpito la polizia (...) dai critici dei risultati delle elezioni». Larijani ha detto che «bruciare la proprietà pubblica non ha senso» e che «vanno fermati». Tuttavia, l'ex negoziatore sul nucleare ha anche affermato che «bisogna anche ascoltare la voce del popolo che ha partecipato alle manifestazioni». Inoltre, Larijani ha anche chiesto neutralità al Consiglio dei Guardiani: «sebbene il Consiglio dei Guardiani sia formato da religiosi, vorrei che certi membri non si schierassero con un candidato presidenziale».

Nel frattempo, la figlia di un altro ex presidente, il moderato Akbar Hashemi Rafsanjani, continua ad essere detenuta. Negli ultimi giorni la Tv nazionale aveva diffuso immagini di Faezeh Hashemi che parlava in strada a centinaia di manifestanti pro-Mousavi a Teheran. Altri quattro parenti di Rafsanjani sarebbero stati arrestati, ma secondo Al Jazeera sarebbero stati già rilasciati.