14 luglio 2020
Aggiornato 01:30
In primo piano

Sudafrica: Zuma presidente. Mantica: «Segua opera Mandela e Mbeki»

«Il Paese può imporsi come modello politico per l'Africa»

PRETORIA - Se il nuovo Presidente sudafricano Jacob Zuma riuscirà a portare avanti l'opera dei suoi predecessori Mandela e Mbeki, il Sudafrica può imporsi nel continente africano non solo come Paese leader per lo sviluppo economico, ma anche per lo sviluppo della democrazia e delle libertà. E' questo l'auspicio espresso dal Sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, presente a Pretoria alla cerimonia di giuramento di Zuma.

«Il discorso pronunciato da Zuma è stato di grande senso di responsabilità, di continuità con i precedenti presidenti e ha anche ricordato un altro Padre della patria come de Klerk (Frederik Willem, ultimo presidente bianco del Sudafrica che liberò Mandela e pose fine all'apartheid) - ha detto il Sottosegretario, raggiunto telefonicamente a Pretoria da Apcom - la sua storia personale ha creato qualche perplessità, ma a nome del governo prendo atto con piacere del discorso di insediamento, di carattere riformista».

«Ora bisognerà vedere se terrà il modello sudafricano, che ha origine nell'accordo De Klerk-Mandela e che si basa sulla convivenza tra bianchi e neri - ha aggiunto Mantica - oggi Zuma ha più volte citato bianchi e neri nel suo discorso, senza distinzioni di razza. Se questo modello sudafricano funzionerà, non solo il Sudafrica rimarrà un Paese leader dal punto di vista economico, rappresentando un terzo del Prodotto interno lordo, ma riuscirebbe a imporsi anche come modello politico di democrazia e di sistema di libertà per tutta l'Africa. E oggi, l'Africa ha bisogno di questo genere di modello».

Mantica ha quindi riferito della calorosa accoglienza tributata dalla folla presente a Pretoria ai Presidenti dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e della Libia, Muammar Gheddafi, duramente contestati invece dall'Occidente. «I capi di Stato sono stati presentati al loro arrivo al Palazzo dell'Unione e i due più applauditi dalla folla sono stati Gheddafi e Mugabe. Non mi stupisco - sottolinea Mantica - perchè Mugabe è ancora un vecchio leader della lotta anti-coloniale, e credo che la gente lo ami per quello che è stato, non per lo Zimbabwe di oggi. Gheddafi è pur sempre il Presidente dell'Unione africana e anche lui appartiene alla storia della lotta anti-coloniale».

«Le masse africane vivono ancora nel sogno di una grande Africa affidata ai sogni della decolonizzazione, quando altri, come Thabo Mbeki, si sono accorti dei problemi delle classi dirigenti africane, quali quello dello sviluppo democratico ed economico, e della corruzione, senza più l'alibi del colonialismo».

«Non è la prima volta che un grande capo rivoluzionario, una volta arrivato al potere, diventa un uomo di governo, delle istituzioni - conclude il Sottosegretario - questo è l'augurio che io mi sento di fare a Zuma, di continuare in questa grande operazione politica che ha iniziato Mandela e che Mbeki ha portato avanti».