28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30

Per Obama tappa a sorpresa in Iraq

Non andrà nella «Green Zone», ufficialmente per il maltempo

BAGHDAD - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è atterrato a Baghdad per una visita a sorpresa, la prima del suo mandato in una zona di guerra. Obama è atterrato all'aeroporto internazionale e dovrebbe prima di tutto incontrare il comandante in capo delle forze americane in Iraq, Ray Odierno. Il viaggio è stato organizzato nella massima segretezza, anche se nei giorni scorsi alcune indiscrezioni erano trapelate: fonti governative di Baghdad citate dal quotidiano di stato iracheno, al Sabah avevano infatti anticipato che Obama sarebbe arrivato nella capitale dell'Iraq «il prossimo mese di aprile» e la coincidenza con la tappa in Turchia, alla fine degli 8 giorni di tour europeo, appariva logica.

Obama si trova a Camp Victory dove parlerà con alcuni dei 140.000 soldati statunitensi di stanza in Iraq. Secondo fonti dell'amministrazione, dovrebbe parlare solo telefonicamente con il primo ministro Nouri al Maliki e il presidente Jalal Talabani.

Obama avrebbe dovuto spostarsi anche all'interno della 'Zona Verde', dove si trovano l'ambasciata e il quartier generale fortificato dell'esercito americano a Baghdad, ma questa parte del programma è saltata a causa del cattivo tempo - almeno secondo la versione ufficiale. Dovrebbe assegnare medaglie al valore militare a diversi soldati.

Durante la sua visita a Istanbul stamattina, il presidente ha parlato dell'Iraq come di uno dei cambi politici fra la sua amministrazione e quella di George W. Bush. Il ritiro però dovrà essere fatto «in modo sufficientemente attento da non provocare un collasso nella violenza», ha detto Obama per spiegare la lentezza del rimpatrio delle truppe, nonostante la sua opposizione alla guerra quando questa fu decisa.

Dopo 11 settimane alla guida degli Stati Uniti, Obama ha annunciato un piano per far tornare a casa in19 mesi le truppe statunitensi: il ritiro inizierà lentamente per garantire la sicurezza nelle elezioni irachene, per poi accelerare nel 2010. Circa 50.000 soldati dovrebbero restare nel Paese dei due fiumi alla fine di questo periodo per assicurare attività di lotta contro il terrorismo. Nel presentare il suo piano di ritiro, Obama ebbe cura di profondersi in elogi per l'attività dell'esercito Usa in Iraq, segnalando la bravura, l'eroismo e il patriottismo dei soldati. L'annuncio il 27 febbraio scorso infatti giunse con un applauditissimo discorso alla base dei Marines di Camp Lejeune, in North Carolina.

Quello di oggi è il terzo viaggio di Obama in Iraq, anche se il primo come presidente: il leader democratico era infatti già stato a Baghdad durante la campagna elettorale.