31 agosto 2025
Aggiornato 02:30

Usa: Libera la simbionista Sara Jane Olson

L'ideologa del gruppo radical americano degli anni Settanta

Chowchilla (California) - Sara Jane Olson, l'ex militante dell'Esercito di Liberazione Simbionista (Sla), gruppo radical degli anni Settanta divenuto famoso per il rapimento dell'ereditiera Patricia Hearst, ha ottenuto la libertà condizionale dal carcere femminile di Chowchilla, in California, a circa 240 chilometri a sud est di San Francisco. Un funzionario del penitenziario, Terry Thornton, ha spiegato che due agenti hanno prelevato l'ex leader simbionista, per accompagnarla in un ufficio di Madera County, dove è stata raggiunta dal marito.

Olson, 62 anni, ha scontato una pena di sette anni di detenzione - la metà della condanna - per un attentato contro il Dipartimento di Polizia di Los Angeles e una rapina in banca a Sacramento, nel 1975, durante la quale fu uccisa Myrna Lee Opsahl, una madre di quattro figli. I crimini che le sono stati contestati li commise tutti durante la sua militanza nello Sla. La donna, ideologa dell'Esercito di Liberazione Simbionista, era stata arrestata nel 1999 a Saint Paul nel Minnesota, dove viveva da 27 anni sotto falso nome. La Olson, il cui vero nome è Kathleen Soliah, si era rifatta una vita, sposando il medico Fred Peterson. Un anno fa era stata rilasciata per un errore di data: in quell'occasione trascorse cinque giorni con la famiglia prima di rientrare in carcere. Al momento non è chiaro se la Olson farà ritorno in Minnesota. La sua scarcerazione ha provocato dure reazioni, in particolare da parte delle associazioni della polizia di Los Angeles e del Minnesota che in passato avevano già chiesto al governatore della California Arnold Schwarzenegger che la donna rimanesse in California.

«Non è abbastanza mandarla semplicemente in un altro Stato e sperare per il meglio», ha commentato il Presidente della Lega per la Protezione della Polizia di Los Angeles, Paul Weber, in un comunicato emesso oggi. «E' stata condannata per l'omicidio di una madre di quattro figli. Ha tentato di far saltare in aria gli agenti della polizia di Los Angeles. Continuiamo a sostenere che la comunità contro la quale ha perpetrato i suoi crimini ha il diritto di assicurarsi che rispetti i termini del suo rilascio condizionale». Anche il Senatore della California, Jeff Denham, in una lettera inviata ieri a Schwarzenegger ha chiesto che a Olson non sia permesso di fare ritorno nel Minnesota. Denham, un repubblicano di Merced, l'ha definita una terrorista. «E' scappata dallo Stato, ha cambiato nome, e ha vissuto una vita agiata fatta di bugie e di menzogne in Minnesota, mentre i quattro figli di Myrna Opsahl crescevano senza la madre», ha scritto nella lettera. Schwarzenegger, da parte sua, ha deferito il caso al dipartimento correzionale. «Faremo in modo che continuino a occuparsi di queste questioni e troveranno le giuste soluzioni al problema», è stato il suo commento. In Minnesota, Olson conduceva una vita completamente diversa dal suo passato californiano. Faceva volontariato e recitava nel teatro locale, crescendo i suoi tre figli. Al suo ritorno a Saint Paul di fatto conduceva un tipo di vita borghese, lo stesso al quale aveva dichiarato guerra durante la sua militanza nello Sla, circondata da avvocati, medici e professori. Il suo passato riaffiorò nel 1999, quando fu citata nel programma televisivo «America's Most Wanted»: una soffiata portò al suo arresto.

Lo Sla fu una delle molte formazioni combattenti che nacquero all'inizio degli anni Settanta negli Usa dopo le sanguinarie repressioni da parte della polizia del movimento Radicale. Composto da attivisti prevalentemente bianchi della media borghesia, il gruppo guadagnò le prime pagine di tutti i giornali con il rapimento di Patricia Hearst, all'epoca 19enne nipote dell'omonimo editore multi miliardario. Non venne richiesto un riscatto ma che venissero distribuiti alimenti e beni ai poveri della zona di San Francisco per 6 milioni di dollari. Il fatto clamoroso della vicenda fu che la stessa Patricia Hearst annunciò in un comunicato che rinunciava a ritornare a casa per restare a lottare contro l'oppressione e il dominio delle multinazionali, e che avrebbe preso il nome di battaglia di Tania. Una sua foto con basco e abiti da guerrigliera che imbracciava un mitra e con alle spalle il simbolo dello Sla, un cobra a sette teste, divenne famosissima. I ricchissimi familiari, parlarono subito di costrizione ma vennero smentiti dalla registrazione di una telecamera di una banca che filmò una rapina di autofinanziamento compiuta dallo Sla in cui Tania armata di mitra copriva i suoi compagni.

Poi lo Sla fece la fine delle altre organizzazioni combattenti negli Usa, fu distrutto. Il 17 maggio del 1974 a Watts, Los Angeles, la polizia e le Swat circondarono la casa dove erano alcuni membri dello Sla e dopo una sparatoria in cui vennero sparati circa 9.000 proiettili venne appiccato il fuoco alla casa e vennero uccisi 6 militanti. In una seconda ondata di arresti che determinò la fine dello Sla, anche Patricia Hearst venne arrestata e condannata a 7 anni per rapina a mano armata. Dopo due anni il presidente Carter le condonò la pena. Tutti tranne uno degli ex membri dello Sla sono stati scarcerati. Emily Montague-Harris fu amnistiata nel 2007 dopo sette anni di prigione. Il suo ex marito, William Harris, era stato rimesso in libertà l'anno prima, insieme a Michael Bortin. Solo James Kilgore rimane in carcere. Arrestato nel novembre 2002, dovrebbe essere rilasciato a maggio.