27 settembre 2022
Aggiornato 00:30
L'agroalimentare rischia di fermarsi

Filiera Italia: «Subito price cap europeo e prezzo calmierato»

Al coro delle preoccupazioni e degli appelli degli ultimi giorni si è unito anche Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. Anicav a Mise e Mipaaf: «Urge intervento, comparto a rischio»

Filiera Italia: «Subito price cap europeo e prezzo calmierato»
Filiera Italia: «Subito price cap europeo e prezzo calmierato» Foto: Pixabay

Gli allarmi dall'industria agroalimentare si rincorrono alla stessa velocità con cui il prezzo del gas ormai da giorni sale alla borsa di Amsterdam. Al coro delle preoccupazioni e degli appelli degli ultimi giorni si è unito anche Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia secondo cui con queste quotazioni del gas - oggi ha superato il record di 315 euro al megawattora - il comparto «rischia seriamente di fermarsi».

«Tutti i comparti sono importanti - sottolinea Scordamaglia in una nota - ma se a fermarsi fosse la nostra filiera, che nel complesso vale 570 miliardi di euro di fatturato (25% del Pil nazionale) e impiega 4 milioni di dipendenti, la situazione diventerebbe davvero critica».

«Senza un intervento adeguato la gravità della situazione potrebbe provocare anche assenza scaffale di alcuni prodotti - aggiunge - se si pensa che agricoltori, allevatori, industria alimentare (pensiamo ai conservieri, ai salumifici, alle industrie dei formaggi) tutti caratterizzati da consumi energetici estremamente elevati, stanno operando con perdite sempre più ingenti per i costi energetici esplosi e senza limite in vista».

«Per le nostre imprese agricole e industriali non si parla più di erosione dei margini - precisano da Filiera Italia - ma di possibile stop alla produzione con problemi di approvvigionamento sul mercato interno e sulle nostre esportazioni, che valgono 60 miliardi di euro».

«I partiti impegnati nella campagna elettorale prendano atto della gravità e straordinarietà della situazione, e diano trasversalmente pieno mandato al governo ancora in carica per fornire energia e gas ad un prezzo calmierato alle filiere essenziali, a cominciare da quella agroalimentare, e per negoziare con il sostegno di tutti a Bruxelles un price cap europeo subito», chiede Scordamaglia, che conclude: «Bisogna intervenire subito in quanto tra qualche settimana potrebbe essere già tardi e il costo sociale ed economico dello stop sarebbe ben più duro per il Paese».

Anicav a Mise e Mipaaf: «Urge intervento, comparto a rischio»

Raddoppio del credito d'imposta e proroga dei termini di utilizzo con condizioni più favorevoli (possibilità di cedere il credito agli stessi gestori e l'azzeramento o l'abbattimento degli interessi in caso di dilazione dei pagamenti), una sospensione del meccanismo Ets per evitare ulteriori aggravi per le aziende e un intervento diretto su Arera per la revisione del costo di conferimento delle capacità di trasporto di gas naturale che impatta in maniera notevole sui costi delle imprese ad alta stagionalità come quelle che trasformano pomodoro. Queste le principali richieste di Anicav al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. Lettere che, dopo l'allarme degli ultimi giorni, raccontano le crescenti difficoltà di un comparto sempre più in crisi a causa del caro bollette. Una crisi che, senza interventi immediati, inevitabilmente si ripercuoterà anche sui consumatori finali.

«Questa situazione rischia di mettere in discussione il prosieguo della campagna di trasformazione con le imprese che, non riuscendo a far fronte ai rincari, saranno costrette a rallentare la produzione o addirittura chiudere gli impianti con ripercussioni importanti sull'occupazione e sul mondo agricolo. - dichiara il Presidente di Anicav, Marco Serafini - Bisogna, inoltre, considerare le difficoltà che le aziende avranno nel trasferire gli aumenti alla grande distribuzione e ai canali del fuoricasa, sia sui mercati nazionali che all'estero, dove c'è il serio rischio di vedere erodere quote di export a vantaggio di Paesi nostri competitors. È assolutamente necessario, quindi, un intervento urgente dell'attuale governo a tutela non solo del nostro comparto ma di tutti i settori ad elevata stagionalità soprattutto».

«Le nostre produzioni e, di conseguenza, i consumi di gas ed elettricità si concentrano tra i mesi di luglio e settembre, periodo in cui quest'anno i costi dell'energia stanno raggiungendo livelli spropositati, e questi aumenti così repentini, legati soprattutto alla 'corsa' agli approvvigionamenti per incrementare gli stoccaggi e mettere in sicurezza il prossimo inverno, stanno avendo importanti ripercussioni sulle nostre aziende che non possono in alcun modo rimandare o sospendere le lavorazioni - conclude Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav - Raddoppio del credito d'imposta e proroga dei termini di utilizzo, sospensione del sistema Ets e dilazione dei pagamenti con interessi agevolati rappresentano soluzioni che, nell'immediato, potrebbero aiutarci a superare questo momento critico, anche a salvaguardia e beneficio dei consumatori finali».